Giornata dedicata alla terza udienza del processo a Chiara Petrolini, la 22enne di Traversetolo accusata di aver partorito e ucciso i suoi due figli neonati, seppellendoli nel giardino della casa di famiglia a Vignale.
L’imputata è giunta in tribunale scortata da una pattuglia dei Carabinieri intorno alle 8:40, accedendo all’aula bunker tramite un ingresso secondario per evitare la folla di fotografi e giornalisti.
La deposizione chiave del RACIS: “C’è serialità e un motore criminale inarrestabile”
L’udienza odierna si è concentrata sulle deposizioni cruciali degli inquirenti e dei soccorritori. Il momento di maggiore tensione è arrivato con la testimonianza della colonnello Anna Bonifazi, responsabile della sezione psicologia e criminologia del RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche).
Secondo l’esperta, l’azione di Chiara Petrolini rientrerebbe in una dinamica di “omicidi ad escalation asimmetrica”, una categoria che fa presagire una “serialità” nell’agire della giovane.
“I delitti sono casellabili come omicidi ad escalation asimmetrica, c’è stato un aumento del motore criminale non frenabile,” ha spiegato in aula il colonnello Bonifazi. “Un motore che inizia purtroppo già dall’ideazione, quindi già dall’immaginazione nell’autore e va avanti senza possibilità alcuna di esser bloccato, […] anzi con una fase successiva di tentativo dell’autore di rimanere impunito.”
La criminologa ha sottolineato la somiglianza tra i due eventi e, soprattutto, il fatto che la seconda gravidanza sarebbe stata “in qualche modo cercata”.
“Tempo di raffreddamento ridotto, non è stata un’azione impulsiva”
Il colonnello Bonifazi ha rimarcato come, a seguito del primo tragico evento, ci si sarebbe aspettati, in base a una “logica di una persona”, che la giovane non incappasse in una seconda azione altrettanto drammatica. Invece, tra le due azioni c’è stato un “lasso di tempo di raffreddamento estremamente ridotto”, a dimostrazione che non si è trattato di un gesto impulsivo.
“C’è serialità, c’è logica, un passaggio all’atto non bizzarro,” ha argomentato l’esperta. “È un comportamento che fa presagire che chi lo compie entra ed esce da un impatto emotivo elevatissimo senza minimamente avere degli scossoni emotivi, quindi riesce a sopportare a gestire anche eventi e momenti estremamente impattevoli dal punto di vista emotivo e fisico: questo è tipico comportamento seriale.”
Il racconto degli inquirenti e della criminologa pone le basi per un’accusa che punta a evidenziare la premeditazione e la lucidità nell’agire di Petrolini.
Oltre agli inquirenti e al medico del 118 intervenuto sul luogo del primo ritrovamento nell’agosto 2024, è prevista in aula anche la testimonianza di Samuel Granelli, ex fidanzato della ragazza e padre dei due bambini. L’udienza prosegue con il dibattimento.
