La Corte d’Assise di Parma, presieduta dal giudice Alessandro Conti, ha condannato Chiara Petrolini a 24 anni e tre mesi di reclusione al termine di una camera di consiglio durata poco più di tre ore. La 22enne di Traversetolo era accusata degli omicidi dei suoi due neonati, partoriti a distanza di un anno e poi sepolti nel giardino della villetta di famiglia.
Mentre per l’infanticidio avvenuto il 7 agosto 2024 la responsabilità è stata accertata, la giovane è stata assolta dall’accusa di omicidio relativa al primogenito nato il 12 maggio 2023. In questo caso, il collegio giudicante ha optato per l’assoluzione per insufficienza di prove, poiché lo stato dei resti (erano state rinvenute solo le ossa) non ha permesso di stabilire con certezza la causa della morte del piccolo.
In aula, la ragazza ha mantenuto un atteggiamento impassibile durante la lettura della sentenza, per poi uscire scortata dai carabinieri verso il regime di arresti domiciliari a cui è sottoposta dal settembre 2024. Nonostante l’apparente freddezza pubblica, testimonianze riportate dall’ANSA descrivono un successivo crollo emotivo, con l’imputata che si sarebbe lasciata andare al pianto tra le braccia del padre e della madre.
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