Il nuovo Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035, redatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con ENAC, pone le basi per il futuro del sistema aeroportuale italiano, puntando fortemente sull’integrazione tra i singoli scali e le reti di trasporto territoriali.
In questo quadro strategico si inserisce il futuro dell’aeroporto “Giuseppe Verdi” di Parma. Come evidenziato in un comunicato congiunto dai capigruppo del Comune di Parma, la nuova pianificazione conferma che lo scalo parmigiano non rientra tra i poli destinati al trasporto merci cargo.
Un esito accolto con soddisfazione dall’Amministrazione comunale:
“Si tratta di un risultato per il quale questa Amministrazione ha lavorato fin dal primo giorno con determinazione sul piano politico e istituzionale, pur nel pieno rispetto dei ruoli e delle responsabilità di tutti gli attori in campo”, precisano i rappresentanti delle forze consiliari.
La rotta per il futuro: voli nazionali ed europei
L’esclusione dal traffico cargo traccia una linea chiara per lo sviluppo del “Verdi”, che concentrerà le proprie risorse sul consolidamento e sulla crescita del traffico passeggeri, sia a livello nazionale che europeo.
A dare ulteriore impulso a questa fase di rilancio contribuisce la misura promossa dalla Regione Emilia-Romagna, che ha stabilito l’azzeramento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco. L’intervento punta a rendere lo scalo più competitivo, generando benefici diretti per i cittadini e per la crescita turistica ed economica dell’intera provincia di Parma e dei territori limitrofi.
I capigruppo ribadiscono l’impegno comune per il futuro dello scalo:
“L’aeroporto Verdi potrà quindi continuare a rafforzarsi come aeroporto passeggeri sulle rotte italiane ed europee”.
