Cronaca

Caso Petrolini, la Procura fa ricorso in Appello: “Fu omicidio anche per il primo figlio”

Non si chiude la vicenda giudiziaria di Traversetolo. La Procura della Repubblica di Parma ha depositato l’atto di appello contro la sentenza emessa il 24 aprile 2026 dalla Corte di Assise di Parma nei confronti di Chiara Petrolini. La ragazza, pur condannata in primo grado a 24 anni e tre mesi di reclusione, era stata assolta per l’omicidio del primo figlio, nato il 12 maggio 2023.

I nodi del primo grado: il primo figlio e la riqualificazione del reato

Nel giudizio di primo grado, la Corte di Assise aveva ritenuto la Petrolini responsabile del solo reato di soppressione di cadavere per il piccolo ritrovato in forma scheletrica nel settembre 2024 (cui è stato dato il nome di Domenico Matteo). Per l’accusa di omicidio aggravato e premeditato, i giudici l’avevano assolta ritenendo non sufficientemente provata la nascita da vivo del neonato.

Relativamente al secondo episodio del 7 agosto 2024 (la morte del piccolo Angelo Federico), la Corte aveva confermato la responsabilità per l’omicidio, ma aveva riqualificato il celamento del corpo – disseppellito da uno dei cani di casa – da soppressione a semplice occultamento di cadavere.

Il ricorso della Procura: “Vitalità provata dalle consulenze”

Un’impostazione non condivisa dagli inquirenti parmensi, che hanno ora investito del caso la Corte di Assise di Appello di Bologna.

  • Sulla morte del primo figlio (12 maggio 2023): La Procura sostiene che le consulenze tecniche svolte dai propri periti (le dottoresse Bugelli e Magli) forniscano la prova della vitalità del bambino al momento del parto, configurando la piena responsabilità dell’imputata anche per l’omicidio aggravato e premeditato del piccolo Domenico Matteo.
  • Sul disseppellimento del secondo figlio (7 agosto 2024): Per i magistrati, il fatto che il cane abbia riportato alla luce il corpo di Angelo Federico del tutto casualmente non incide sull’intenzione originaria della giovane, che puntava a far sparire definitivamente il cadavere esattamente come avvenuto l’anno precedente.