Cronaca

Via Burla, prima il black out poi la tentata evasione. E’ allarme

Due episodi a distanza di ventiquattr’ore accendono i riflettori sulla sicurezza del carcere di via Burla. Dopo i danni causati dal maltempo, il ritrovamento di attrezzature sospette fa scattare l’allarme su un potenziale tentativo di fuga, scatenando la durissima reazione dei sindacati.

Il bollettino delle criticità inizia mercoledì 1° luglio, quando una violenta ondata di maltempo provoca il crollo di un albero all’interno del perimetro, danneggiando gravemente la linea elettrica della struttura.

Il fatto più inquietante si registra però il giorno successivo, giovedì 2 luglio: durante i controlli vengono rinvenute alcune lunghe scale appoggiate al muro di cinta perimetrale, insieme a corde e telefoni cellulari. Un kit completo che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe dovuto servire per un piano di evasione.

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Sul piede di guerra l’SPP (Sindacato Polizia Penitenziaria), che ha rilasciato una nota al vetriolo contro la gestione dell’istituto:

“Avevamo ampiamente denunciato una situazione esplosiva e fuori controllo. Le criticità organizzative e le disfunzioni rappresentano un rischio non solo per la sicurezza interna, ma anche per l’ordine pubblico esterno, visto l’elevato spessore criminale dei detenuti ospitati. Eppure, nessun provvedimento è stato adottato.”

Il sindacato accusa l’Amministrazione Penitenziaria di essersi “trincerata dietro il silenzio e l’autoconservazione”, lasciando gli agenti da soli a gestire quella che viene definita una vera e propria “bomba a orologeria”.

Alla luce degli ultimi eventi, l’SPP ha formalizzato due richieste drastiche e immediate:

  • La rimozione immediata dei vertici della Casa Circondariale di Parma.
  • Un’ispezione straordinaria da parte del DAP (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e del Provveditorato.

“Non assisteremo in silenzio al declino della sicurezza”, conclude il sindacato, chiedendo interventi strutturali prima che la situazione diventi irrecuperabile.