Cronaca

E’ morto Domenico Papalia, era il decano degli ergastolani: è stato 49 anni in Via Burla

Si è spento all’età di 81 anni Domenico Papalia, figura storica e vertice della ‘ndrangheta in Lombardia. Insieme ai fratelli Rocco e Antonio, a partire dagli anni Settanta aveva trasformato i comuni dell’hinterland a sud di Milano – in particolare Buccinasco e Corsico – nel feudo incontrastato del clan, gestendo un impero criminale basato sul traffico di stupefacenti, il traffico d’armi, i sequestri di persona e le estorsioni. Il boss, malato da tempo, era uscito dal carcere solo a metà luglio per scontare la pena ai domiciliari dopo 49 anni in Via Burla, al 41 bis.

La lunga scia di condanne e i delitti di sangue

L’arresto di Papalia risale al 1977 con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio del boss Antonio D’Agostino, avvenuto a Roma l’anno precedente; un delitto da cui è stato definitivamente assolto solo nel 2017 in sede di revisione. Nonostante l’assoluzione, il boss è rimasto in cella per scontare numerosi ergastoli legati a una catena di sequestri e a due omicidi eccellenti: quello dell’avvocato Pietro Labate (1983) e quello dell’educatore carcerario di Opera Umberto Mormile (1990), delitto quest’ultimo al centro di complesse indagini su presunti e mai del tutto chiariti depistaggi dei servizi segreti.

Il controllo del clan anche dal carcere

Nonostante i quasi cinquant’anni trascorsi dietro le sbarre, Papalia ha continuato a esercitare una profonda influenza e una leadership carismatica sulle attività della propria cosca. Soltanto poche settimane fa l’aggravarsi delle sue condizioni di salute ne aveva determinato la scarcerazione con concessione della detenzione domiciliare, dove è deceduto.