Cronaca

Terrore al CAF di via Venezia: aggredisce l’impiegata a martellate per una pratica NASpI

Un normale colloquio per una pratica di disoccupazione si è trasformato in un mattino di puro terrore in un Centro di assistenza fiscale nella zona di via Venezia a Parma. Erano circa le 10 del 2 marzo quando un giovane di 28 anni, spazientito dalle spiegazioni di un’addetta, ha scatenato una violenza inaudita. Dopo aver appreso che la sua richiesta per l’indennità NASpI non poteva essere gestita direttamente dall’ufficio ma andava inoltrata all’INPS, l’uomo si è alzato di scatto estraendo una pesante mazzetta da muratore dalla giacca.

Con una furia improvvisa, l’aggressore ha iniziato a colpire violentemente la scrivania dell’impiegata, distruggendo l’arredo e gettando la donna in uno stato di shock profondo. Prima di dileguarsi a piedi tra le vie limitrofe, il 28enne si è impossessato dello smartphone della dipendente, approfittando della sua incapacità di reagire a causa dello spavento. All’arrivo dei carabinieri, la vittima era ancora visibilmente scossa, ma il sopralluogo immediato ha permesso di raccogliere una prova decisiva: un modulo compilato e firmato dall’uomo proprio mentre era in attesa del suo turno.

Le indagini dei militari dell’Arma si sono sviluppate rapidamente incrociando quel nominativo con i filmati delle telecamere di sorveglianza comunali poste nell’area. Grazie alla descrizione dettagliata fornita dalla vittima e alla successiva individuazione fotografica, gli investigatori hanno stretto il cerchio attorno a un cittadino straniero già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona. Il coordinamento con la Procura della Repubblica ha portato alla chiusura dell’indagine la mattina del 14 marzo, quando l’indagato è stato rintracciato in città.

Durante la perquisizione personale, i carabinieri hanno trovato elementi schiaccianti: il giovane aveva ancora con sé la mazzetta da muratore utilizzata durante l’assalto e, all’interno della cover del cellulare rubato, l’abbonamento ai mezzi pubblici intestato alla vittima. Entrambi gli oggetti sono stati sequestrati come corpo del reato. Il 28enne è stato quindi denunciato per rapina aggravata dall’uso di un’arma impropria, ferma restando la presunzione di innocenza fino a un eventuale giudizio definitivo.