Parma, profondo autunno: passa, si fa rimontare e ribaltare dal Bologna, finisce in dieci, perde Estevez e Circati per infortunio. Finisce 1-3, a Bernabè risponde doppio Castro e Miranda nel recupero. E’ notte polare. E’ la seconda di fila in cui il Parma finisce sotto per una incomprensione portiere – difesa. E sabato arriva il Milan.
Una vita nel calcio. Prima da calciatore. Cominciata al Ponziana e culminata nell’Udinese. Dalla quale è partita la sua seconda vita nel calcio: quella da allenatore. Che lo ha visto sulle panchine di Udinese, appunto, Spal, Pescara, Perugia e Napoli. Fino a poi a concludere nel 2007 da dove era partito: nella società friulana.
Giovanni Galeone è morto oggi all’ospedale di Udine dove era ricoverato. Aveva 84 anni, malato da tempo.
Nato a Napoli il 25 gennaio 1941. E’ considerato un punto di riferimento e un maestro da tanti allenatori. In particolare, Massimiliano Allegri lo ha indicato spesso come figura fondamentale nella propria formazione calcistica.
Se ne è andato anche lui, Giovanni Galeone. Sigaretta e grinta al servizio del calcio, e il Tardini lo saluta così in una serata umida di un autunno che non vuole scoppiare, di un sole che fa a pugni con la nebbia per non lasciarle il passo mentre le giornate scivolano brigose, come le foglie che si schiantano al suolo.

In campo c’è il derby dell’Emilia, non quello vero, diciamo uno dei derby della via Emilia. E’ Parma Bologna. Sogni di gloria contro urgenza di salvezza. Il Bologna è in azzurro cielo, abbastanza improbabile a dirla tutta, il Parma in crociato tradizione.
Pronti, via, Bernabè. Il ragazzo triste dopo quindici secondi trova gol e sorriso, nemmeno il tempo di sentire il fischio di avvio e Suzuki lancia lungo. Benek la tiene e vince un duello con Lucumi, lo spagnolo si infila e insacca.
Toda joia. Che potrebbe moltiplicarsi al 15esimo, quando Britschi con una gran giocata taglia verso il centro e calcia di potenza col destro prendendo in pieno la parte alta del legno. Un minuto prima era toccato a Orsolini baciare il palo esterno sfiorando il pareggio. Qualche giro di cronometro indietro, era stato Castro a calciare a botta sicura costringendo Suzuki al miracolo di serata.
Gol sbagliato, gol subito. Bernabè e Circati si perdono Castro, lanciato da Holm che riceve da Orsolini: l’argentino si infila e insacca. Uno pari. Ma il Parma aveva già smesso di giocare: dopo il gol fatto, 26% di possesso palla e solo affanno.
Piove sul bagnato: si era già fermato Estevez, costringendo Cuesta al primo cambio, negli spogliatoi lo seguono Ordonez, rosso stupidissimo per un doppio giallo cinque dopo la mezz’ora (evitabile il primo, assolutamente inutile il secondo, a metà campo), poi Circati che in un intervento di gioco cade male, con la caviglia che resta sotto il corpo e si gira. Dentro Ndiaye, in una notte che puzza maledettamente di anatema.
In campo resta quasi solo il Bologna, che senza fare chissà quale sforzo colleziona tiri a vuoto verso un Suzuki sempre più uomo solo al comando di una difesa incomprensibile.
La prima frazione finisce uno a uno sotto una pioggia sottile e torrenziale, che spazza via gli ultimi sogni di un’estate lontanissima.
Nell’intervallo arrivano i primi responsi: per Estevez risentimento all’adduttore sinistro, per Circati distorsione alla caviglia destra.
Pronti, via, ripresa. Il Parma cerca di far capolino sotto i 3048 ospiti (da distinta, ma a giudicare da caos e calore molti di più). Tlaloc, Enlil, Indra e Chaac si alleano e sul Tardini scende un diluvio senza eguali, tra fulmini tuoni e lampi a giorno, la palla diventa lenta come il gioco del Parma.
L’occasione d’oro è sul piedone di Benek, che si libera e in diagonale, tutto solo davanti a Skorupski, non trova di meglio da fare che calciare fuori, cosa che invece non fa Castro al 68esimo, su un campo ridotto a pantano: cross dalla sinistra di Miranda, Suzuki e i compagni si guardano mentre la sfera danza lenta agevolando la conclusione dell’attaccante argentino nella porta rimasta sguarnita.
Senza parole.
La partita è brutta e cattiva, sono falli di frustrazione e interruzioni inutili, con i rossoblu perennemente a terra e i ducali nervosi come il cielo tonante. Il tempo scorre inesorabile, mentre la curva rossoblù, ripetiamo, 3048, batte per distacco l’all in ducale: mai silenti, mai domi, mentre la Nord si adegua al sonno dei propri beniamini in campo.
I minuti di recupero sono cinque, ma al secondo la chiude Miranda: Hernani se lo perde come fosse l’ultimo treno della sera, lui calcia uno scavetta che passa sopra a Suzuki e si infila. Per il Parma è profondo autunno. Anzi, inverno polare.
TABELLINO
PARMA – BOLOGNA 1-3
MARCATORI: 1′ Bernabè (P), 17′ e 68′ Castro, 90′ Miranda (B)
PARMA: Suzuki; Delprato, Circati (dal 40′ Ndiaye), Valenti, Britschgi (dal 78′ Hernani); Bernabé, Estevez (dal 23′ Sorensen), Keita, Ordonez; Benedyczak (dal 78′ Cutrone), Pellegrino (dal 78′ Djuric). A disp: Corvi, Rinaldi, Lovik, Begic, Cremaschi, Troilo, Trabucchi, Plicco, Cardinali, Ciardi. All: Carlos Cuesta
BOLOGNA: Skorupski; Holm, Lucumi, Heggem, Miranda (dal 56′ Moro); Freuler, Pobega; Orsolini (dal 82′ Cambiaghi), Odgaard (dal 72′ Fabbian), Rowe (dal’ 82 Bernardeschi); Castro (dal 72′ Dallinga). A disp: Ravaglia, Pessina, Casale, Ferguson, Zortea, Lykogiannis, De Silvestri, Dominguez, Vitik, Sulemana, Fabbian. All: Vincenzo Italiano (in panchina Niccolini)
Arbitro: Bonacina della sezione di Lecco
Ammoniti: Ordonez, Valenti (P), Castro, Cambiaghi (B)
Espulsi: 35′ Ordonez (P)
