Non è più una coincidenza, è un marchio di fabbrica. Il Parma di Carlos Cuesta impara a soffrire, a colpire nell’ombra e, soprattutto, a non arrendersi mai. Al termine della sfida contro l’Hellas Verona, valida per la venticinquesima giornata di Serie A Enilive, il tecnico spagnolo ha celebrato una vittoria che profuma di maturità e, forse, di una salvezza sempre più vicina.
Nonostante la superiorità numerica, la partita si è rivelata un rebus tattico di difficile soluzione. “Attaccare un blocco basso è una delle situazioni più complesse che il calcio possa offrire,” ha esordito Cuesta in sala stampa. “C’era tantissima densità, ma siamo stati bravi a restare alti, a insistere con le combinazioni al limite e con una riaggressione feroce. La pazienza dei ragazzi è stata la chiave: non era affatto scontato scardinare una difesa così ben organizzata.”
L’episodio spartiacque, il cartellino rosso ai danni del Verona, ha cambiato il copione della gara, ma ha anche aumentato i rischi: “Il rosso ci ha consegnato il possesso e ci ha costretti a giocare costantemente nella loro metà campo. Sapevamo però che loro, su ogni palla lunga, potevano farci male. Bisognava trovare l’equilibrio perfetto tra la spinta offensiva e la protezione della nostra porta.”
Quando gli si chiede chi sia stato il trascinatore, Cuesta non ha dubbi e sposta i riflettori dal singolo all’insieme: “Il top player di questa squadra è il gruppo. Lo dico con convinzione. Lo spirito che mostrano, la capacità di andare oltre le difficoltà… questa è la nostra forza. È la seconda partita consecutiva che vinciamo oltre il 90′: non è fortuna, è resilienza e mentalità.
Nonostante l’euforia del Tardini, il tecnico mantiene il profilo basso, consapevole che il cammino è ancora lungo. La prossima tappa si chiama San Siro, una sfida che evoca grandi scenari ma richiede massima concentrazione. “Manca ancora tantissimo. Ora ci aspetta una partita difficilissima e dobbiamo andarci con umiltà, cercando di alzare ancora il livello delle prestazioni. Per salvarci serve consistenza.”
Un ultimo commento, secco e deciso, sulla direzione di gara: “L’arbitro? Non analizzo i fischietti, valuto solo ciò che riguarda la mia squadra.”
Il Parma vince e convince soprattutto per la tenuta mentale. La “zona Cuesta” – quella dei gol nei minuti di recupero – sta diventando un fattore determinante in questa corsa salvezza che vede i crociati interpretare ogni sfida come una finale.
