Cronaca

Parma, chiude il magazzino Kamila/Coop Alleanza 3.0 di Parma: 90 licenziamenti in tronco, Polizia e Carabinieri ai cancelli durante l’annuncio

La chiusura del magazzino Kamila/Coop Alleanza 3.0 di Parma entro inizio Agosto arriva come una vera e propria doccia gelata per decine di lavoratori e lavoratrici: 90 licenziamenti annunciati in tronco, senza alcun preavviso reale e senza alcuna prospettiva alternativa. Eppure da mesi i lavoratori organizzati con il sindacato ADL Cobas denunciavano pubblicamente il drastico calo dei volumi e il progressivo svuotamento delle attività del sito. Fino a pochi giorni fa, però, era stata ancora negata la possibilità di una chiusura imminente.

La realtà che si è presentata oggi è stata invece ben diversa. La cooperativa MD Service, ultimo anello della catena d’appalto, ha comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo dichiarando di non essere in grado di mettere in campo alcuna soluzione alternativa: licenziamenti e Naspi per tutti. Una scelta pesantissima che apre una grave crisi occupazionale e sociale nel territorio di Parma e che coinvolge decine di famiglie lasciate improvvisamente senza certezze.

Questa situazione è il risultato preciso delle scelte industriali di Coop Alleanza 3.0, che ha deciso di spostare le attività con la riapertura del centro di distribuzione di Anzola dell’Emilia, luogo che già sei anni fa era stato teatro di un pesantissimo conflitto sociale e occupazionale che aveva lasciato per strada oltre 200 lavoratori. Ora quel sito viene è stato riaperto proprio con la gestione in appalto della stessa Kamila, assorbendo il lavoro di Parma ma non i lavoratori, dimostrando ancora una volta come il sistema degli appalti continui a rappresentare uno strumento utile a scaricare costi e responsabilità sui lavoratori, con cooperative create ad hoc per fare il “lavoro sporco” e consentendo a chi prende realmente le decisioni — Coop Alleanza in questo caso — di non assumersi direttamente le conseguenze delle proprie scelte.

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A rendere ancora più grave quanto accaduto è il modo in cui questa decisione è stata gestita. I lavoratori e le rappresentanze sindacali sono stati gli ultimi a sapere, mentre evidentemente altri erano già stati informati da tempo. Ai cancelli del magazzino, infatti, si sono presentate in forze Polizia e Carabinieri mentre all’interno veniva comunicata la notizia dei licenziamenti. Un segnale pessimo sullo stato della democrazia nel nostro Paese. Dobbiamo pensare che i canali di mediazione istituzionale siano ormai chiusi ancora prima di essere attivati? Che il destino di decine di famiglie venga gestito manu militari? Che oggi i licenziamenti si facciano con la polizia ai cancelli?

Ci auguriamo che non sia questa la direzione che si vuole prendere e ci aspettiamo segnali concreti e contrari da parte delle istituzioni. Chiediamo l’attivazione immediata di ogni canale istituzionale utile e l’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire da Coop, le cui scelte industriali hanno determinato questa situazione.

Nel frattempo ADL Cobas convoca per lunedì 25 maggio alle ore 14.00 un primo momento di assemblea ai cancelli del magazzino, aperto ai lavoratori, alle lavoratrici e alla cittadinanza, per confrontarsi collettivamente su quanto accaduto e costruire una risposta comune a questa pesantissima situazione occupazionale.

Da parte nostra è chiaro fin da ora che verrà messo in campo tutto ciò che sarà necessario per la tutela, la salvaguardia e la difesa dei posti di lavoro e della dignità dei lavoratori coinvolti in questa vicenda.