La lotta alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna segna un punto fermo con l’arresto di un 50enne, originario del Sud Italia ma da tempo residente nel Parmense. L’uomo è stato prelevato dai Carabinieri di Colorno e condotto in carcere per scontare una condanna definitiva per estorsione, aggravata dal metodo mafioso.
L’esecuzione del provvedimento segue la recente pronuncia della Corte Suprema di Cassazione, che ha reso irrevocabile la condanna a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 2.677 euro.
L’arresto è l’epilogo giudiziario di una delle indagini più significative contro la ‘ndrangheta nella regione. La Quinta Sezione Penale della Cassazione ha infatti confermato l’impianto accusatorio del processo “Perseverance bis”, un’inchiesta condotta dalla Dda di Bologna nata come costola dei noti maxi-processi “Aemilia” e “Grimilde”.
L’indagine ha svelato i tentativi della cosca “Grande Aracri-Sarcone” di riorganizzarsi nella cosiddetta “zona grigia”, persistendo nelle attività illecite attraverso:
- False testimonianze.
- Fatture per operazioni inesistenti.
- Tentativi di occultamento di patrimoni.
Il 50enne arrestato è stato identificato come una figura tutt’altro che marginale. Le accuse a suo carico riguardano una serie di estorsioni commesse nel 2020 tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Pistoia e Prato.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo era parte attiva delle dinamiche di intimidazione, collocato nel cerchio dei soggetti “a disposizione” del clan per le operazioni di “bassa forza” ma ad alto impatto, tra cui:
- Spedizioni punitive.
- Recupero crediti violento.
Dopo aver ricevuto l’ordine di carcerazione dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale presso la Corte di Appello di Bologna, i Carabinieri di Colorno hanno individuato e prelevato il 50enne dalla sua abitazione. Al termine delle formalità, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Parma per scontare la pena residua.
