Il sindaco di Fidenza Davide Malvisi interviene sulla richiesta di ampliamento da parte dell’azienda H.Essers, arrivata a Fidenza nell’aprile del 2025, che si occupa della logistica dei prodotti farmaceutici per realtà come Novartis e Chiesi.
“Nessun allarme: in questi giorni stanno circolando informazioni e ricostruzioni non veritiere. È giusto confrontarsi, ma è importante farlo partendo dai fatti. È logistica, non produzione chimica: H.Essers riceve, conserva e distribuisce prodotti, in particolare per il settore farmaceutico. Non è un impianto produttivo chimico, non fa trasformazioni e non svolge lavorazioni industriali.
La normativa Seveso non significa “fabbrica chimica”: significa semplicemente che la legge impone controlli più rigorosi, maggiori misure di sicurezza e tutele più elevate per lavoratori, cittadini e ambiente.







Un investimento di qualità: il progetto punta a creare oltre 300 posti di lavoro, con una quota significativa di figure altamente qualificate, investendo anche in innovazione e sostenibilità.
Nessun via libera automatico: il progetto sarà sottoposto a tutte le verifiche previste dalla legge, alle valutazioni ambientali e territoriali. L’obiettivo è uno solo: non scegliere tra sviluppo e tutela dell’ambiente, ma pretendere entrambi. Con regole chiare, controlli rigorosi e impegni concreti a favore della città”.
“Per chi vuole approfondire e comprendere meglio questa opportunità per il nostro territorio. In queste settimane si è discusso molto della proposta di ampliamento di H.Essers a Fidenza. È giusto che sia così: quando un progetto riguarda il futuro della città, il lavoro, l’ambiente, il consumo di suolo, il confronto pubblico non solo è legittimo, ma necessario.
Proprio per questo, però, credo che i cittadini abbiano diritto di conoscere i fatti, sui dati e sulle procedure, non su ricostruzioni parziali o su semplificazioni che rischiano di generare confusione.
H.Essers è arrivata a Fidenza nell’aprile del 2025, insediandosi in un’area produttiva. Oggi l’azienda ha presentato una proposta di ampliamento perché considera Fidenza un punto strategico per il proprio sviluppo. Il gruppo ha scelto Fidenza come hub strategico per il Sud Europa, trasferendo qui anche la sede legale italiana e individuando il nostro territorio come punto di riferimento per il proprio sviluppo nel bacino del Mediterraneo. È una scelta che dice molto.
Quando un gruppo internazionale decide di concentrare qui una parte così importante della propria attività significa che ha valutato con attenzione la posizione geografica, le infrastrutture, la qualità del territorio e le prospettive di sviluppo. Non si tratta di un investimento occasionale, ma della volontà di radicare a Fidenza una parte significativa del proprio futuro europeo.
Parliamo, inoltre, di una realtà consolidata. H.Essers è un’azienda familiare, non un fondo finanziario che investe per pochi anni per poi spostarsi altrove. Conta oltre 7.500 dipendenti, è presente con 68 sedi in 15 Paesi europei, supera 1,1 miliardi di euro di fatturato ed è oggi uno dei principali operatori europei della logistica specializzata healthcare e farmaceutico.
Collabora con alcuni dei più importanti gruppi farmaceutici internazionali, tra cui Chiesi e Novartis, offrendo servizi logistici altamente specializzati e certificati. La sicurezza proprio per questo motivo, è uno dei pilastri della sua attività, grazie a investimenti continui in qualità, innovazione e formazione del personale.
È importante chiarire un punto che in questi giorni è stato spesso raccontato in modo impreciso: H.Essers non è un’industria chimica. Non produce sostanze chimiche, non svolge lavorazioni industriali e non realizza processi produttivi chimici. L’attività riguarda la ricezione, lo stoccaggio, la conservazione e la distribuzione di prodotti, in particolare destinati al settore farmaceutico, secondo standard di sicurezza specifici.
Anche il riferimento alla normativa Seveso va spiegato correttamente. Il fatto che un’attività rientri in quella disciplina non significa che si tratti di un impianto chimico produttivo o altro. Significa, invece, che per tipologia e quantità di sostanze presenti la legge impone un livello più elevato di prevenzione, controllo, piani di sicurezza e verifiche. La normativa Seveso nasce proprio per aumentare le tutele per lavoratori, cittadini e ambiente.
C’è poi un altro elemento che consideriamo decisivo: la qualità dell’investimento. La sfida oggi non è attrarre qualsiasi impresa sul nostro territorio, ma imprese capaci di creare occupazione stabile, innovazione e sviluppo sostenibile. H.Essers ha costruito la propria crescita investendo nella decarbonizzazione della logistica, nell’intermodalità, nel trasporto ferroviario, nell’elettrificazione della flotta, nella produzione di energia da impianti fotovoltaici e nell’innovazione tecnologica. In questo caso la sostenibilità non è uno slogan, ma una strategia industriale concreta.
Lo stesso vale per il lavoro. Già oggi nello stabilimento di Fidenza lavorano decine di operatori e, con la crescita del progetto, l’azienda punta a superare rapidamente i 300 dipendenti. Circa il 40% sarà costituito da figure altamente qualificate – ingegneri, tecnici, specialisti della qualità, commerciali e personale amministrativo – mentre il restante 60% sarà composto da personale operativo.
Un aspetto particolarmente significativo è che le assunzioni vengono effettuate direttamente dall’azienda, senza ricorrere ai sistemi di subappalto che troppo spesso hanno caratterizzato il settore della logistica.
C’è infine una riflessione che riteniamo doverosa. Conosciamo bene cosa significhi convivere con siti industriali che hanno prodotto sostanze chimiche e con le conseguenze che possono lasciare sul territorio. Le vicende dell’ex Carbochimica, dell’ex CIP e delle aree contaminate fanno parte della storia di Fidenza e nessuno le ha dimenticate.
Proprio per questo abbiamo lavorato con determinazione per ottenere gli ulteriori 19,3 milioni di euro destinati al completamento delle bonifiche di oltre 140.000 metri quadrati di aree inquinate, restituendo progressivamente alla città spazi che per decenni hanno rappresentato una ferita ambientale.
Quindi siamo ben consapevoli di cosa significhi gestire i rischi legati alla chimica industriale. Ed è questa consapevolezza che ci consente di distinguere con chiarezza tra un impianto produttivo chimico e un centro logistico farmaceutico.
Confondere queste due realtà significa alimentare timori che non trovano riscontro nei fatti. Naturalmente ogni progetto deve essere sottoposto a tutte le verifiche previste dalla legge e ogni valutazione ambientale deve essere rigorosa. È giusto che sia così e continuerà ad esserlo.
Nello specifico, la richiesta di ampliamento segue quanto previsto dall’articolo 53 della Legge regionale 24/2017, è sottoposta alla procedura di Valutazione di Sostenibilità Ambientale e territoriale e sarà infine sottoposta al voto del Consiglio comunale per gli aspetti di pianificazione.
Allo stesso tempo abbiamo scelto di non limitarci a una valutazione formale del progetto. Vogliamo che ogni eventuale sviluppo sia accompagnato da impegni concreti, verificabili e utili per la città. Per questo stiamo lavorando ad un Patto per l’Ambiente, con l’obiettivo di gestire al meglio gli impatti e trasformare un investimento privato in un’occasione di beneficio pubblico.
È su questo terreno che vogliamo misurare la qualità vera dell’investimento. Non contrapponendo lavoro e ambiente, ma pretendendo entrambi. Non dicendo sì a scatola chiusa, ma chiedendo garanzie, verifiche, prescrizioni e impegni misurabili. Non alimentando paure, ma costruendo condizioni più avanzate di sostenibilità, sicurezza e responsabilità.
Fidenza non deve scegliere tra sviluppo e tutela ambientale. Deve pretendere che lo sviluppo sia più sostenibile, più sicuro, più controllato e più utile alla comunità. Questa è la responsabilità che abbiamo e ci sentiamo: ascoltare le preoccupazioni, verificare i dati, applicare le regole, chiedere impegni aggiuntivi quando necessario e decidere nell’interesse generale.
È così che intendiamo affrontare anche questo progetto: con rigore, trasparenza e responsabilità. Perché il futuro di Fidenza non si costruisce con le paure né con i pregiudizi, ma con scelte serie, controlli efficaci e una visione capace di tenere insieme lavoro, ambiente, sicurezza e qualità del territorio”.
