L’Emilia-Romagna Tennis Cup è una delle competizioni più recenti inserite nel calendario del circuito ATP Challenger Tour e rappresenta un appuntamento di crescente interesse per il tennis italiano, la cui attenzione spesso si concentra soprattutto sugli Internazionali di Roma, in programma canonicamente a maggio. Nato per offrire ai giocatori un torneo di alto livello all’interno della categoria Challenger 125, l’evento si è rapidamente ritagliato uno spazio importante nel panorama tennistico, diventando un’occasione per osservare da vicino atleti emergenti e professionisti in cerca di punti preziosi per la classifica mondiale. Dopo le prime edizioni disputate in altre sedi della regione, nel 2026 il torneo ha trovato una nuova casa a Parma, inaugurando un capitolo significativo della propria storia.
Il trasferimento nella città emiliana ha rappresentato una scelta strategica, favorita dalla presenza di strutture sportive moderne e da una tradizione tennistica consolidata. Parma ha accolto l’Emilia-Romagna Tennis Cup con un’organizzazione accurata e una buona partecipazione di pubblico, confermando la crescente attenzione del territorio verso il tennis professionistico. L’evento si è disputato sui campi in terra battuta del Circolo del Castellazzo dal 15 al 20 giugno 2026, superficie che continua a caratterizzare gran parte della stagione europea e che ha favorito incontri intensi e ricchi di equilibrio.
Il tabellone dell’edizione 2026, la settima della competizione, ha riunito numerosi protagonisti del circuito Challenger, offrendo un livello tecnico particolarmente competitivo. Chiaramente, trattandosi di un Challenger 125 il torneo di Parma non ha goduto della stessa attenzione che i media nazionali così come le quote sul tennis dedicano agli eventi principali del circuito, ma il tasso agonistico è stato comunque molto elevato e diversi match si sono risolti solo al terzo set. L’equilibrio mostrato nel corso della settimana ha confermato come questo tipo di competizioni rappresenti spesso un banco di prova fondamentale per tennisti in cerca del definitivo salto di qualità.
Alla fine l’edizione 2026, con un montepremi totali di 204mila euro, è stata vinta dal francese Luca Van Assche per 2-1 sull’austriaco Sebastian Ofner. La folta compagine azzurra presente ai blocchi di partenza si è fermata ai quarti di finale, con il solo Marco Cecchinato, che ha perso in tre set proprio contro il transalpino poi vincitore dell’edizione. Inoltre, ha destato non poco scalpore la sconfitta di Jesper de Jong, testa di serie numero 1, nei sedicesimi di finale contro Laslo Dere. Per quanto riguarda gli atleti nostrani in corsa, erano stati tre ad avere ricevuto una wild card per giocare: Federico Bondioli, Carlo Alberto Caniato e Jacopo Vasami. Guardando invece alle teste di serie presenti in gara, oltre al già citato olandese, in seconda posizione era presente Van Assche, poi vincitore. Al terzo posto Damir Dzumhur, uscito però anche in questo caso ai sedicesimi di finale. L’italiano più alto nella griglia delle teste di serie era Stefano Travaglia, in quinta posizione. Nel tabellone del doppio maschile, invece, le coppie italiane presenti non sono andate oltre agli ottavi di finale. Il titolo è poi stato vinto in 2 set dal duo Jakub Paul-Ryan Seggerman, trionfatori su Pruchya Isaro-Niki Kaliyanda Poonacha.
