Economia e Ambiente

Dipendenze in Emilia-Romagna: il gioco d’azzardo cresce del 29%, ma alcol e droghe restano le prime emergenze

In Emilia-Romagna il disturbo da gioco d’azzardo patologico (Dga) si conferma come la forma di dipendenza numericamente meno diffusa tra quelle assistite dal sistema sanitario regionale. Tuttavia, i dati più recenti mostrano un preoccupante trend in aumento.

Secondo il report pubblicato da “Data Room Nexus” e basato sulle rilevazioni dei presidi sanitari locali — ripreso dall’agenzia Agipronews — nel corso del 2024 i servizi pubblici regionali hanno assistito 1.485 persone per problematiche legate al gioco d’azzardo. Questa cifra rappresenta il 4,9% del totale delle dipendenze trattate sul territorio, a fronte di uno scenario ben più critico per quanto riguarda l’uso di sostanze stupefacenti (17.819 casi) e l’abuso di alcol (11.238 casi).

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In termini percentuali, quasi sei utenti su dieci si rivolgono ai servizi per dipendenza da sostanze e oltre un terzo per alcolismo, mentre meno di uno su venti è in cura per ludopatia. Sebbene l’impatto complessivo appaia contenuto rispetto alle altre piaghe sociali, gli esperti invitano a non abbassare la guardia: il fenomeno è in forte espansione, facendo registrare un incremento del 29% rispetto al 2023, quando i pazienti presi in carico erano 1.153.

La mappa del fenomeno: i dati del territorio

L’analisi geografica delle Ausl regionali evidenzia sfumature differenti tra le varie province:

  • Romagna: L’Azienda Usl della Romagna (che aggrega i territori di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini) registra il dato complessivo più alto con 339 utenti assistiti.
  • Bologna: Tra i singoli capoluoghi, Bologna guida la classifica regionale con 317 persone in trattamento.
  • Le altre province: Seguono Modena con 232 casi e Piacenza con 164. Poco sotto si posizionano Reggio Emilia (159), Parma (con oltre 110 pazienti in cura, per l’esattezza 111) e Ferrara (94).

L’identikit del giocatore patologico

I dati tracciano un profilo socio-demografico molto preciso del paziente tipo assistito dai servizi sanitari emiliani:

  • Genere ed età: Si tratta prevalentemente di uomini adulti o anziani. L’82% dei pazienti è di sesso maschile e quasi la metà ha già superato i 50 anni. Il fenomeno è invece quasi assente tra i minori, con appena 6 casi registrati in tutta la regione.
  • Condizione occupazionale: Emerge una marcata fragilità sociale. Il 62% degli utenti è composto da persone fuori dal mercato attivo del lavoro (pensionati o inattivi), mentre i disoccupati rappresentano il 21% del campione.
  • Livello di istruzione: Il 59,7% dei pazienti (887 persone) possiede al massimo la licenza elementare o media. I diplomati sono 481 (pari al 32,4%), una quota proporzionalmente più elevata rispetto a quella che si riscontra tra chi soffre di altre forme di dipendenza.

Un’emergenza reale ma ancora marginale

Il quadro d’insieme che emerge dal report della sanità regionale restituisce una doppia verità: se da un lato la dipendenza da gioco d’azzardo si consolida come una realtà in forte e preoccupante crescita, dall’altro rimane quantitativamente marginale rispetto all’impatto devastante di droghe e alcol, che continuano ad assorbire la quasi totalità delle risorse e delle prese in carico da parte delle strutture sanitarie dell’Emilia-Romagna.