C’è anche un uomo di 44 anni, rintracciato il 13 gennaio a Parma dai carabinieri del Nucleo investigativo, tra le 38 persone arrestate nell’ambito di una maxi operazione contro una vasta associazione a delinquere dedita a furti in abitazione, ricettazione e truffe aggravate, in particolare ai danni di vittime in condizioni di minorata difesa.
Le misure cautelari in carcere, emesse dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord, riguardano complessivamente 38 indagati e ben 65 capi di imputazione.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, hanno preso avvio da un furto in abitazione avvenuto a Casoria (Napoli) e si sono sviluppate tra giugno 2023 e ottobre 2024. Nel corso dell’attività investigativa sono state messe a sistema oltre 100 denunce relative a furti con modalità analoghe, presentate alle diverse forze dell’ordine operanti sul territorio.
L’attività, complessa e articolata anche grazie all’impiego di strumenti tecnici, ha consentito di identificare 38 soggetti appartenenti a sette distinti gruppi criminali, permeabili tra loro e stabilmente dediti ai furti in abitazione. I colpi venivano messi a segno non solo nelle province campane di Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Avellino, ma anche nelle province di Frosinone e Roma.
Gli investigatori hanno ricostruito circa 150 episodi criminosi: 40 furti in abitazione consumati, 3 tentati, 92 tentativi rimasti incompiuti, 8 episodi di ricettazione e 3 truffe commesse con la cosiddetta “tecnica dello specchietto”. Il profitto complessivo è stato stimato in circa 105 mila euro, tra monili in oro e argento, gioielli, orologi di pregio e denaro contante.
I ladri agivano con il supporto di due o tre “vedette” posizionate all’esterno degli edifici e si introducevano negli appartamenti utilizzando chiavi alterate o universali, in grado di aprire serrature di ogni tipo. Quando necessario, asportavano anche le casseforti, rimuovendole con l’uso di un flex. Dopo i furti si allontanavano a bordo di auto appositamente modificate con scompartimenti nascosti per occultare refurtiva e strumenti da scasso. In alcuni casi si travestivano da rider di società di consegna a domicilio per non destare sospetti.
È emerso inoltre che ciascun gruppo, spesso di matrice familiare, era in grado di pianificare ed eseguire numerosi furti anche nella stessa giornata, dopo sopralluoghi mirati all’individuazione delle vittime e allo studio delle loro abitudini. In poche ore i beni rubati venivano monetizzati grazie a un ricettatore di fiducia, che gestiva dalla propria abitazione un vero e proprio mercato nero dell’oro e dell’argento, con quotazioni aggiornate quotidianamente.
Parallelamente, i sodali organizzavano truffe ai danni di anziani soli alla guida, utilizzando la “tecnica dello specchietto”: le vittime venivano indotte a pagare somme di denaro come falso risarcimento per incidenti mai avvenuti.
Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato 13 persone, mentre altre 9 sono state denunciate in stato di libertà. Complessivamente sono stati recuperati circa 30 mila euro di refurtiva.
