Cronaca

Appalti fittizi: smantellata smantellata frode fiscale e somministrazione illecita di manodopera. Sequestri per 5 milioni di euro

I finanzieri del Comando Provinciale di Parma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale locale, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una società di capitali della provincia attiva nel settore delle macchine per imballaggio. Il provvedimento cautelare ha riguardato disponibilità finanziarie, unità immobiliari, automezzi e quote societarie per un valore complessivo di oltre 1,8 milioni di euro, cifra corrispondente all’imposta evasa attraverso un articolato sistema di frode.

L’operazione nasce da una verifica fiscale condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria che ha permesso di ipotizzare l’esistenza di un meccanismo basato sull’emissione e l’utilizzo di fatture false per circa 5 milioni di euro. Gli indagati sono in totale 15 soggetti, tra cui 14 persone fisiche e una persona giuridica, accusati a vario titolo di aver mascherato un’illecita somministrazione di manodopera attraverso la stipula di contratti di appalto fittizi. Questo sistema veniva realizzato mediante l’utilizzo di società cosiddette “serbatoio”, spesso gestite da prestanome ed evasori totali che omettevano sistematicamente il versamento di imposte e contributi previdenziali, fornendo di fatto lavoratori a basso costo alla società committente.

Le indagini documentali e le audizioni dei numerosi lavoratori coinvolti hanno rivelato che il personale non conosceva nemmeno le società da cui risultava formalmente assunto, poiché veniva gestito e organizzato direttamente dalla ditta committente negli stabilimenti di Parma e Reggio Emilia. Nonostante la verifica fiscale, la società avrebbe continuato a impiegare illecitamente oltre 200 lavoratori per più di 50.000 giornate lavorative, ignorando le prescrizioni normative volte alla regolarizzazione delle loro posizioni.

L’attività investigativa sottolinea la gravità dei fatti non solo per l’ingente danno arrecato all’Erario, ma anche per la sleale concorrenza generata nei confronti delle imprese virtuose e per la sistematica riduzione delle tutele assistenziali e previdenziali spettanti ai lavoratori. Al fine di garantire la continuità aziendale nel rispetto della legalità, le quote societarie sequestrate sono state affidate a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Parma.