Cronaca

Maxi-frode Superbonus a Parma: sequestri per 12 milioni di euro e arresti domiciliari

La Guardia di Finanza di Parma ha smantellato un articolato sistema di frode legato ai bonus edilizi. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato all’esecuzione di una misura cautelare ai domiciliari per un soggetto residente in provincia e al coinvolgimento di complessivi 10 indagati (8 persone fisiche e 2 società).

Il Meccanismo della Frode

L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Parma e dalla Tenenza di Fidenza, ha messo in luce un collaudato modus operandi tra un General Contractor e una società di ingegneria. Insieme, i soggetti avrebbero creato e ceduto crediti d’imposta inesistenti legati al “Superbonus 110%”.

Le principali irregolarità riscontrate includono:

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  • Asseverazioni infedeli: Documenti tecnici compilati senza effettuare i sopralluoghi necessari.
  • Documentazione falsa: Firme apocrife apposte a nome di clienti ignari e accordi retrodatati per rispettare formalmente le scadenze di legge.
  • Omissione informativa: Ai clienti non veniva consegnata la documentazione relativa ai bonus ottenuti a loro nome.
  • Fatturazione occulta: Il professionista emetteva fatture direttamente ai clienti finali (anziché al General Contractor) per generare crediti milionari all’insaputa dei committenti.

I Reati Contestati

I soggetti coinvolti sono indiziati, a vario titolo, di gravissimi reati di natura economico-finanziaria:

  1. Infedele e omessa dichiarazione dei redditi.
  2. Indebita compensazione e percezione di erogazioni pubbliche.
  3. Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.
  4. Autoriciclaggio: Parte dei profitti illeciti sarebbe stata reimpiegata in investimenti finanziari, trust e nella costituzione di nuove società per ostacolare la tracciabilità del denaro.

Sequestri e Recupero Somme

L’azione delle Fiamme Gialle ha colpito duramente il patrimonio del sodalizio:

  • Sequestro preventivo di oltre 12 milioni di euro, comprensivo di conti correnti, quote societarie, 5 automezzi e 13 immobili.
  • Blocco di crediti fiscali per ulteriori 800 mila euro trovati nel cassetto fiscale di una delle società.
  • Recupero immediato: A seguito della verifica, la società General Contractor ha già versato oltre 5 milioni di euro nelle casse dell’Erario tramite accertamento con adesione.