Era uscito dal carcere all’inizio di giugno grazie alla concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali, una misura alternativa pensata per favorire il reinserimento e consentirgli di seguire un percorso terapeutico. Le continue inosservanze delle prescrizioni hanno però spinto la Magistratura a revocare il beneficio: per un 28enne straniero si sono riaperte le porte della Casa circondariale di Parma.
Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona e il patrimonio, era stato inserito all’interno di una comunità terapeutica situata fuori regione. Il programma prevedeva regole e vincoli precisi, tra cui l’obbligo tassativo di rimanere nella struttura, salvo eventuali uscite espressamente autorizzate dall’iter di recupero.
Nel corso delle settimane, tuttavia, il ventottenne ha violato a più riprese gli obblighi imposti, facendo cadere i presupposti fondamentali alla base della misura alternativa.
Di fronte alle reiterate segnalazioni relative alle trasgressioni, l’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia ha valutato il percorso non più idoneo, disponendo l’immediata revoca dell’affidamento e ripristinando la detenzione in carcere.
Ottenuto il provvedimento esecutivo, i Carabinieri della Stazione Parma Centro si sono messi sulle tracce del giovane. Una volta rintracciato e condotto in caserma per le formalità di rito, il 28enne è stato trasferito presso l’istituto penitenziario di via Burla, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
