Un incubo fatto di persecuzioni, violenze fisiche, abusi e pesanti ricatti digitali è emerso a seguito di un’indagine della Polizia di Stato, che nel pomeriggio di sabato scorso ha arrestato un cittadino indiano di 23 anni. Il giovane è stato posto ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, poiché gravemente indiziato di atti persecutori, violenza sessuale, lesioni personali aggravate e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti commessi ai danni della sua ex fidanzata, ancora minorenne.
La ricostruzione delle violenze e del controllo ossessivo
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dagli inquirenti, il giovane esercitava un controllo totale e soffocante sulla vita della vittima. Per costringerla ad assecondare ogni sua richiesta, l’indagato avrebbe ripetutamente minacciato di diffondere online e a conoscenti immagini intime della ragazza.
La violenza psicologica si estendeva anche al quotidiano, con l’obbligo imposto alla giovane di documentare costantemente ogni suo spostamento. Una progressiva privazione della libertà personale che è passata anche dal sequestro virtuale: in diverse occasioni, infatti, l’uomo le avrebbe impedito persino di accedere ai propri profili social personali dopo averne modificato arbitrariamente le password e le credenziali di accesso. A questa costante pressione psicologica si sarebbero aggiunte, secondo quanto accertato nel corso delle indagini, frequenti e brutali aggressioni fisiche.
La svolta nelle indagini e la scoperta del materiale pedopornografico
Le indagini hanno subìto una svolta decisiva grazie agli accertamenti tecnici ed informatici condotti sul telefono cellulare del ventitreenne, sequestrato durante una perquisizione delegata dall’Autorità Giudiziaria. L’analisi del dispositivo non solo ha fornito riscontri preziosi sulle violenze ai danni della minorenne, ma ha portato alla luce un ulteriore e inquietante scenario. Gli inquirenti hanno infatti individuato all’interno della memoria del telefono diversi file dal presunto contenuto pedopornografico, materiale che è stato immediatamente segnalato alla Procura e che è confluito in un secondo e distinto procedimento penale a carico del giovane.
A confermare il clima di terrore e sottomissione in cui viveva la vittima sono state anche le testimonianze dei suoi familiari. Ai poliziotti i parenti hanno raccontato il progressivo isolamento della ragazza, il drastico mutamento delle sue abitudini di vita dettato dalla paura, le continue minacce ricevute dall’ex fidanzato e la presenza di visibili ecchimosi e lesioni sul corpo della giovane, fornendo riscontri fondamentali al quadro di violenza ricostruito dagli investigatori.
Dopo essere stato rintracciato all’interno della sua abitazione, il ventitreenne è stato condotto negli uffici della Questura per le procedure di identificazione e, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
