Cronaca

Tradimento in famiglia: badante e compagno svuotano il conto dell’anziana assistita

I Carabinieri della Stazione di Polesine Zibello hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma una coppia ritenuta responsabile di un grave furto ai danni di una donna anziana. Gli indagati sono una trentasettenne italiana, che lavorava come collaboratrice domestica per la vittima, e il suo convivente, un trentenne originario dell’Est Europa. Entrambi devono rispondere in concorso dei reati di furto e utilizzo indebito di carte di pagamento.

L’indagine è scattata nella prima decade di aprile, quando l’anziana si è presentata in caserma dopo aver notato gravi anomalie nei propri rendiconti bancari. Dall’analisi dell’estratto conto è emerso che, tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, erano stati sottratti quasi 5.000 euro attraverso una serie di operazioni non autorizzate. I prelievi in contanti erano iniziati il 26 marzo con una prima tranche da 1.000 euro, seguita da altre tre operazioni di identico importo nei giorni successivi e da un ultimo prelievo di 500 euro effettuato il 6 aprile. Oltre ai contanti, la carta era stata utilizzata anche per una spesa di oltre 430 euro presso un supermercato della zona.

I militari hanno ricostruito che il furto è avvenuto grazie all’intercettazione della corrispondenza: i due sospettati si sarebbero impossessati di una nuova carta di credito spedita all’anziana e lasciata inavvertitamente a disposizione della badante prima ancora che la proprietaria potesse utilizzarla.

La svolta decisiva nelle indagini è arrivata grazie all’analisi incrociata dei filmati di videosorveglianza della banca e delle abitudini di vita della vittima. Se da un lato la donna ha confermato di vivere in modo riservato ricevendo quasi esclusivamente l’assistenza della badante, dall’altro le telecamere dello sportello bancomat hanno immortalato un uomo mentre effettuava i prelievi a volto scoperto. I Carabinieri sono riusciti rapidamente a identificare il soggetto nel video come il compagno della collaboratrice familiare, facendo scattare la denuncia per entrambi a fronte di un quadro indiziario considerato solido e inequivocabile.