Tra Parma e Genoa vince la paura: al Tardini finisce zero pari. Meglio gli ospiti nel primo tempo, più Parma nel secondo. Risultato tutto sommato specchio di una partita tra formazioni che si sono equivalse: poca qualità, poche idee di cosa fare con la palla al piede, gara grigiastra e fredda come la giornata. Secondo clean sheet consecutivo per i ducali, e se per salvarsi bisogna non subire….
Parma è grigia come il gennaio padano nel match di pranzo e il lutto sportivo, e non, per la morte del presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Al Tardini arriva il Genoa di De Rossi in una gara da dentro o fuori, classica sfida che può essere governata dalla paura.
Cuesta torna al 4-3-2-1, tra i Corvi, in difesa Circati con Valenti, Delprato e Valeri larghi sulle corsie. In mezzo Bernabé con Estevez e Keita, davanti Oristanio e Ondrejka a supporto di Pellegrino.
I bookmakers pronosticano una partita attendista e senza reti, il Parma cerca di smentirli: parte forte al terzo con due palle interessanti scodellate in area, al quinto rischia il pasticcio con un disimpegno sbagliato che costringe Corvi alla rimessa laterale in extremis.
Il Parma cerca di stare nella metà campo avversaria, ma sono gli ospiti pericolosi poco dopo il quarto d’ora: imbucata di Ellertsson che sorprende la difesa del Parma, Colombo si invola verso la porta e calcia ma Corvi in uscita bassa neutralizza il tiro.
La prima vera occasione ducale è al 29esimo: Bernabè scambia con Keita e calcia da fuori. Leali vola e para. Il Parma ci prova con più convinzione e insistenza, ma è ancora il Genoa a rendersi pericoloso: Marcandalli dentro per Sabelli che di testa non trova il sette. Sul finale, nell’unico minuto di recupero concesso, l’ultimo brivido: punizione di Vitinha che scavalca la barriera, vola Corvi.
E tutti negli spogliatoi, dopo un primo tempo che ha parlato di freddo e paura.
La ripresa non è troppo differente a canovaccio, col Parma tutto spinto in avanti a cercare il guizzo che incanali la partita: Cuesta butta dentro Britschi per Ondrejka, con Oristanio che scala alle spalle di Pellegrino e pare più a suo agio. La gara rischia di diventare dura e fallosa, piena di scatti nervosi e reazioni.
E’ timidamente più Parma che Genoa: ci prova Valeri con un cross, Marcandalli spazza. Ci tenta Oristanio, ben servito da Valenti, Leali a terra non si fa sorprendere. Gli ultimi dieci minuti, con in mischia anche Djuric Sorensen e Cremaschi, sono quasi un assedio ducale più di cuore che di idee, con palle spizzate in mezzo nella speranza di una folata vantaggiosa.
Ma a due dal termine del tempo regolamentare, la palla clamorosa è sui piedi di Cololmbo: il Parma in superiorità numerica si addormenta, Corci para ma non trattiene, tocca a Valenti in spaccata spazzare in qualche modo. I minuti di recupero sono quattro, ma non succede più nulla.
Avevano ragione i bookmakers, era una partita da zero a zero. Aveva ragione De Rossi, troppa paura. La paura ha vinto sulla voglia di spiccare il volo. Ma tutto sommato, per il Parma, può andare bene anche così.
TABELLINO
Parma – Genoa 0 – 0
PARMA: Corvi; Delprato, Circati, Valenti, Valeri; Bernabé (dal 76′ Sorensen), Estevez, Keita; Oristanio (dal 82′ Cremaschi), Pellegrino (dal 76′ Djuric), Ondrejka (dal 46′ Britschgi).
A disp: Rinaldi, Casentini, Benedyczak, Lovik, Ordonez, Cutrone, Troilo.
All: Carlos Cuesta
GENOA: Leali; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli (dal 77′ Masini), Frendrup, Malinovskyi (dal 73′ Messias), Ellertsson, Martin; Colombo (dal 89′ Nuredini), Vitinha (dal 73′ Ekhator).
A disp: Lysionok, Sommariva, Thorsby, Onana, Cuenca, Otoa, Fini, Cornet, Masini, Venturino.
All: Daniele De Rossi
Arbitro: Pairetto
Ammoniti: Ondrejka, Valenti, Circati (P), Ostigard, Vitinha (G)
