“Sono molto orgolioso dei ragazzi, della prestazione e dell’energia che ci hanno dato i tifosi allo stadio ma è ovvio tutto quello che è successo. Lo ha visto tutto lo stadio e lo ha visto tutta Italia. Quello che penso è che il Parma merita rispetto“, ha detto Cuesta a Sky nel post gara di Parma-Roma che ha visto i giallorossi rimontare e sorpassare i ducali nel recupero.
“Io sono il primo che sono onesto, su un possibile rigore contro il Napoli e io sono stato il primo a dire che non c’era niente. Oggi invece è ovvio. Il Parma è un club storico anche per quello che ha fatto in campo europeo e merita rispetto. C’è una dinamica molto ovvia dal 2-1 fino al 2-3, per gli eventi non solo nella nostra area di rigore ma anche nella loro. Il fallo su Pellegrino? Troppo ovvio…“.
Sensazioni ribadite poco dopo in sala stampa: “Non parlo mai degli arbitri, ma oggi devo farlo”.
A fine gara ha chiesto un confronto?
“No, noi a Parma proviamo a essere noi stessi, educati e a trattare le persone con rispetto. Arrivano momenti dove bisogna capire il perché delle cose, e oggi è stato un obbrobrio quello che è successo dal 2-1 al 2-3. Non mi riferisco solo a quello che è successo in area, ma anche in tutta la dinamica. Mancanza di rispetto? Noi ci concentriamo e proviamo a influenzare la prestazione di questo gruppo, ma allo stesso modo penso che ci siano eventi che hanno condizionato la partita. Io sono sempre stato onesto, e quando contro il Napoli c’è stato qualcosa ho detto subito che non era rigore. Oggi piccoli eventi condizionano tanto, più di quelli grandi che si analizzano ora”.
Cosa prevale a fine partita? Orgoglio o amarezza?
“Ovvio che ci sono entrambe. Amarezza per avere 0 punti quando volevamo la vittoria, allo stesso modo orgoglio perché abbiamo fatto tante cose bene. Ribaltare così una partita non è facile, arrivare con pericolo alla loro area anche. Mi rende orgoglioso la mentalità, non si accontentano e vogliono di più, rappresentare il Parma al meglio. Lo faremo fino alla fine”.
Ancora più pesanti le parole a Dazn: “Oggi un obbrobrio la gestione della gara“.
