Si è conclusa con l’arresto di due italiani, di 35 e 40 anni, la violenta escalation criminale che domenica scorsa ha scosso Parma. I due sono accusati di una serie di reati commessi in rapida successione: dal furto di un’auto alla rapina aggravata ai danni di una donna, fino al saccheggio degli spogliatoi di un ospedale.
L’aggressione in via Prampolini
Tutto ha inizio la mattina del 31 maggio. I due, a bordo di un’auto rubata poche ore prima a Fidenza, intercettano una donna di 56 anni in bicicletta in via Prampolini. La dinamica è brutale:
- Il tentativo di difesa: Uno dei malviventi scende dall’auto e tenta di strapparle la borsa. La vittima resiste e, in un gesto disperato, lancia i suoi effetti personali oltre la recinzione di un condominio.
- La violenza: Il rapinatore non desiste, scavalca la cancellata e recupera la refurtiva. Nel tentativo di riprendersi la borsa, la donna viene spinta con forza contro la recinzione, cadendo a terra.
- La fuga: I due scappano con il cellulare, i documenti e 120 euro della vittima. Tuttavia, durante la fuga concitata, il rapinatore si ferisce profondamente scavalcando, lasciando sul posto vistose tracce di sangue.
La pista del sangue porta all’Ospedale di Vaio
Proprio quella ferita diventa la chiave per risolvere il caso. I Carabinieri, ipotizzando che l’aggressore avesse bisogno di cure immediate, iniziano il monitoraggio dei pronto soccorso.
L’intuizione si rivela corretta: all’Ospedale di Vaio (Fidenza) viene segnalata un’auto sospetta, con la fiancata sporca di sangue, e un uomo appena medicato per un taglio profondo (giustificato falsamente come una caduta in bici).
Il colpo finale tra le corsie
Incredibilmente, mentre uno dei due riceveva cure mediche, l’altro non era rimasto con le mani in mano. I militari arrivati sul posto hanno sorpreso il 40enne nell’auto rubata mentre cercava di nascondere banconote negli slip e attrezzi da scasso sotto il sedile.
In quegli stessi istanti, il personale sanitario denunciava un raid negli spogliatoi: circa 40 armadietti forzati e borse rubate. La refurtiva è stata ritrovata proprio nell’abitacolo dell’auto dei due sospettati.
Il bottino e il “Kit del professionista”
La perquisizione dei Carabinieri ha svelato un vero e proprio magazzino del crimine viaggiante. Oltre agli oggetti rubati alla 56enne e alle infermiere, i militari hanno recuperato:
- Due televisori e due biciclette (una da corsa e una pieghevole).
- Un arsenale di attrezzi da scasso: un coltello a serramanico, decine di chiavi inglesi, cacciaviti, pinze, uno scalpello di 30 cm e una grossa tenaglia.
Tutta la refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari, mentre per i due uomini sono scattate le manette, ponendo fine a una mattinata di spregiudicata violenza.
