Un lavoro comodo, da fare a casa con lo smartphone, semplicemente cliccando “mi piace” su dei video. Sembrava un’opportunità imperdibile, ma si è rivelata una trappola finanziaria. Una donna di 50 anni, residente nella provincia di Parma, è rimasta vittima della cosiddetta “truffa dei like”, perdendo quasi 5.000 euro.
Grazie a un’indagine lampo, i Carabinieri della Stazione di Polesine Zibello hanno individuato e denunciato alla Procura della Repubblica di Parma i due presunti responsabili: un 25enne e un 46enne, entrambi residenti fuori regione e già noti alle forze dell’ordine per reati specifici.
L’esca su Telegram: dai piccoli guadagni al baratro
Tutto è iniziato qualche mese fa sulla piattaforma di messaggistica Telegram. La donna è stata agganciata da uno sconosciuto che l’ha invitata a unirsi a un gruppo, promettendole soldi in cambio di semplici interazioni su YouTube.
Il meccanismo, inizialmente, è sembrato funzionare per conquistare la fiducia della vittima:
- I primi passi: Dopo aver fornito il numero di telefono e i dati della Postepay, la donna ha ricevuto due piccoli accrediti (da 7 e 9 euro).
- La conferma: Un mese dopo, continuando a guardare video e a lasciare “like”, ha incassato altre somme (rispettivamente 38, 7 e 82 euro).
La trappola dei bonifici: un’escalation da 5.000 euro
Una volta agganciata la vittima, i truffatori hanno cambiato strategia, trasformando il gioco in una spirale pericolosa. Con il pretesto di sbloccare guadagni ancora maggiori, il contatto Telegram ha convinto la donna a effettuare dei bonifici verso conti correnti esterni.
In poco tempo si è passati dalle piccole ricariche ai versamenti pesanti. La 50enne ha effettuato cinque bonifici consecutivi a perfetti sconosciuti, con cifre sempre più alte (partendo da 27 euro fino a un singolo picco di 2.588 euro). Solo dopo l’ultimo, ingente versamento, la donna ha capito di essere stata raggirata e si è presentata in caserma.
L’indagine dei Carabinieri: incastrati due truffatori
La denuncia della vittima è stata dettagliata: ha consegnato ai militari chat, cronologia dei siti web e codici IBAN. Da qui è partita l’indagine dei Carabinieri di Polesine Zibello, che hanno dovuto:
- Analizzare i messaggi e ricostruire la rete di contatti su Telegram.
- Monitorare i flussi finanziari, passando al setaccio i conti correnti dei destinatari.
- Incrociare i dati bancari per superare l’architettura della frode.
L’analisi dei flussi di denaro ha permesso di “cristallizzare” le prove e risalire ai titolari dei conti correnti su cui erano transitati i risparmi della donna. Il 25enne e il 46enne dovranno ora rispondere del reato di truffa in concorso.
