Ordonez apre il walzer dei suicidi, ma nel Parma non gira nessuno. Le pagelle di Parma Bologna.
Suzuki 5,5: Fino al primo gol, compreso, non ha alcuna colpa. Ma sul secondo, per la seconda volta in due partite, non si capisce con la difesa prendendo un gol da barzelletta. Sul terzo Miranda lo umilia con uno scavetto, ma se Hernani se lo perde non ha colpa.
Delprato 6: Parte a destra, finisce a sinistra, nel mezzo fa tutto quello che può. Salvate soldato Enrico, da solo non ce la può fare.
Circati 5: Concorso di colpa con Bernabè e Britschi sul gol, si fa perdonare con l’intervento in mezzo al campo che gli costa la distorsione alla caviglia. Ma non era già nella serata migliore (dal 40′ Ndiaye 5: entra a freddo in campo, ma in partita non entra mai. Non ci sono errori neri, ma nemmeno nulla di buono).
Valenti 5: Si perde Castro sul secondo gol, non capendosi con Suzuki. Altre piccole sbavature, condite da un giallo.
Britschgi 5: Una traversa che merita miglior fortuna, ma dietro non ne azzecca una, tra recuperi affannosi e avversari lasciati liberi come libellule. Da rivedere anche se sicuramente non è il più colpevole (dal 78′ Hernani 5: gli bastano 12 minuti più due di recupero per lasciar andare Miranda).
Bernabé 6: Il gesto dopo il gol, l’orecchio teso con invito alla stadio a smettere di parlare male di lui, apre la porta sul palese nervosismo in squadra. Gioca in un ruolo non suo, e lo sappiamo, ma dopo il gol scompare completamente.
Estevez 6: La tenuta fisica è sempre stata un limite, l’età che corre non aiuta. Tre partite a stretto giro e il campo pesante, lui alza bandiera bianca dopo 22 minuti non impeccabili ma generosi (dal 23′ Sorensen 5,5: sbaglia un appoggio elementare che libera l’uomo e costringe Ordonez al secondo giallo. Poi non combina più nulla).
Keita 5,5: Fa il suo compitino senza infamia e senza lode, ma non trova il guizzo per fare la differenza.
Ordonez 4: Il primo giallo ci può stare, Odgaard lo supera in tunnel e lui lo stende al limite dell’area. Il secondo, in mezzo al campo, a poco più di trenta dall’avvio, è un suicidio programmato. Spintona ancora Odgaard, lanciato a rete, in mediana. La difesa era schierata, lui già ammonito e lascia la squadra in dieci. Nemmeno in categoria si vedono scelte così scellerate.
Benedyczak 5: La gran palla che difende e manda in rete Bernabè è cancellata in malo modo dalla palla match calciata fuori con leggerezza di un pettirosso a primavera. Qualcuno gli spieghi che in serie A chi non segna non va lontano. (dal 78′ Cutrone ng.)
Pellegrino 5: Non ha chissà quali responsabilità, non gli arriva una palla giocabile nemmeno ordinandola su Glovo. Ma quando cerca di andare in avanti, è lento anche a battere anche i rinvii con le mani (dal 78′ Djuric sv).
All. Cuesta 4: dovrebbe spostare Delprato a sinistra dopo cinque minuti, non a sette dalla fine della prima frazione con il Bologna che sfuria. Se Bernabè è il suo giocatore migliore, dovrebbe costruire squadra e gioco intorno a lui. Se non a lui, a un altro. Ma una squadra così, senza senso, senza ne capo ne coda, senza orgoglio, senza dignità, che fa da cuscinetto al campionato, non si può vedere. Urgono soluzioni, con o senza di lui.
Silvia Delmonte
