L’inchiesta sull’incidente in elicottero che il 5 febbraio scorso costò la vita all’imprenditore del settore alimentare Lorenzo Rovagnati e ai due piloti, Flavio Massa e Leonardo Italiani, si sta orientando verso l’ipotesi dell’errore umano. Sebbene gli accertamenti non siano ancora conclusi e manchino all’appello analisi e dati fondamentali, in particolare quelli relativi ai motori, gli elementi sinora raccolti farebbero propendere per questa pista.
Il tragico schianto avvenne nel campo della tenuta di Castelguelfo (Parma), poco dopo il decollo dall’eliporto privato, avvenuto nella nebbia. Il velivolo era in partenza per la Brianza al termine di una giornata di lavoro.
Le indagini, affidate ai carabinieri e coordinate dalla Procura di Parma, avevano sin da subito disposto un’autopsia sui corpi dei piloti, che ha escluso categoricamente l’ipotesi di malori, stabilendo che i decessi sono avvenuti per i traumi riportati nello schianto. L’imprenditore Rovagnati fu rinvenuto all’interno della cabina, mentre i corpi dei due piloti erano stati sbalzati all’esterno del velivolo.
Il perito tecnico incaricato dalla Procura per ricostruire le cause dell’incidente aveva inizialmente chiesto una proroga per depositare la relazione a fine ottobre. Tuttavia, è possibile che il termine slitti ulteriormente, proprio in attesa dell’analisi dei dati dei motori.
L’obiettivo primario dell’inchiesta resta quello di fare piena luce sulle dinamiche, stabilendo se la causa dello schianto sia da attribuire a un guasto meccanico o a una fatale manovra errata da parte di chi era ai comandi. Al momento, l’ombra dell’errore umano costituisce l’ipotesi prevalente, la cui conferma definitiva è tuttavia vincolata al completamento degli accertamenti tecnici tuttora in corso.
