I Carabinieri della Stazione di San Pancrazio hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma un 36enne italiano residente in Campania, ritenuto il presunto responsabile di una truffa aggravata ai danni di una pensionata. L’indagine, scaturita da un episodio avvenuto nell’ottobre 2025, ha permesso di fare luce su un odioso raggiro orchestrato tramite la tecnica del finto appartenente alle Forze dell’Ordine.
La vicenda ha preso il via con una telefonata carica di tensione ricevuta da una 75enne parmigiana. All’altro capo del filo, una voce autorevole si è presentata come un Maresciallo dei Carabinieri, comunicando alla donna che il suo patrimonio era in grave pericolo a causa di presunte frodi bancarie in corso. Sfruttando il panico della vittima e spacciando l’operazione come un intervento di polizia urgente, il truffatore ha convinto l’anziana a recarsi immediatamente in banca per “mettere al sicuro” i propri risparmi.
Per mantenere il controllo totale sulla situazione ed evitare che la donna potesse confrontarsi con i familiari o riflettere sull’accaduto, il sedicente militare l’ha costretta a rimanere in linea diretta per tutta la durata del tragitto e durante l’operazione allo sportello. Sotto la pressione di questa manipolazione psicologica, la vittima ha disposto un primo bonifico di 10.000 euro verso l’IBAN indicato dal malvivente.
Il piano è però naufragato a causa dell’ingordigia del truffatore che, non soddisfatto della prima somma, ha preteso un secondo trasferimento immediato di denaro. Questa richiesta eccessiva ha attirato l’attenzione dei dipendenti della filiale, i quali, notando l’evidente stato di agitazione della cliente e la sua costante conversazione telefonica, hanno intuito il tentativo di raggiro. Il personale della banca ha quindi prontamente bloccato l’operazione e allertato il 112, rivelando alla donna la natura ingannevole della chiamata.
Le indagini condotte dai militari di San Pancrazio si sono basate su una meticolosa analisi della traccia finanziaria del bonifico e dei tabulati dell’utenza telefonica utilizzata per il reato. L’incrocio di questi dati ha portato all’identificazione del 36enne, la cui posizione è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. In ossequio al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità penale dell’uomo sarà definita solo in caso di condanna definitiva.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza, ricordando che nessun rappresentante delle Forze dell’Ordine richiede mai spostamenti di denaro o bonifici. Sul sito istituzionale della Benemerita sono disponibili numerosi consigli pratici per riconoscere e prevenire queste tipologie di reato, pensati per tutelare i cittadini più vulnerabili.
