Un volto familiare, una scusa banale al citofono e il gioco è fatto. I Carabinieri della stazione di San Pancrazio hanno denunciato a piede libero un ragazzo di 20 anni, di origini straniere, accusato di aver messo a segno un furto in un’abitazione nella periferia Nord di Parma.
L’episodio risale a qualche mese fa. La vittima, una donna di 40 anni, al rientro dal lavoro aveva trovato la casa apparentemente in ordine, ma svuotata dei ricordi più preziosi: dall’armadio e dai cassetti della camera erano spariti monili in oro, bracciali, anelli e circa 500 euro in contanti.
L’assenza di segni di effrazione su porte e finestre ha subito indirizzato i militari verso un colpevole che conosceva bene le abitudini della famiglia o che possedeva le chiavi.
Le indagini hanno subito una svolta grazie alle testimonianze dei vicini di casa. Un condomino ha infatti raccontato di aver notato il giovane la mattina del furto mentre cercava di farsi aprire il portone principale. Il ragazzo avrebbe utilizzato un trucco classico: si è spacciato al citofono per il figlio della proprietaria, sostenendo di aver dimenticato le chiavi.
Una volta all’interno del palazzo, il 20enne è stato visto maneggiare una tessera magnetica, ma messo alle strette dalle domande di alcuni residenti, avrebbe tentato di confondere le acque dicendo di essere lì per cercare un amico.
L’identificazione è stata rapida. I Carabinieri hanno accertato che il sospettato non era un estraneo: si tratta di un amico stretto del figlio della vittima, che in passato era stato più volte ospite in quella casa, conoscendone dunque perfettamente la disposizione e i punti deboli.
