Il settore delle analisi ambientali è uno dei comparti più dinamici del panorama italiano, sempre più centrale tanto per le imprese quanto per le pubbliche amministrazioni. In questo contesto, Labsel S.r.l. è uno dei casi di crescita più rapida degli ultimi anni: tre anni di sviluppo intenso, fatturato e organico più che triplicati, una proiezione nazionale ormai consolidata. Una crescita che porta con sé una sfida non banale: come trasformare un’azienda che funziona grazie all’esperienza in un’organizzazione strutturata, capace di reggere volumi crescenti senza perdere qualità. Ne abbiamo parlato con il Dott. Vincenzo Preite, consulente direzionale e Strategic Business Advisor, che ha affiancato Labsel proprio in questa fase di transizione.
Dott. Preite, partiamo dai numeri: che fotografia ci dà di Labsel oggi?
Labsel è una realtà che ormai si muove su scala nazionale nel settore delle analisi ambientali. Gli ultimi tre anni sono stati molto importanti: il fatturato è più che triplicato e il numero dei dipendenti è cresciuto in proporzione. Sono numeri che raccontano una crescita non solo dimensionale, ma anche organizzativa.
Quando un’azienda cresce così velocemente, dove si vedono per primi gli effetti?
Sulla struttura. È inevitabile. Nelle prime fasi la flessibilità permette di gestire tutto in modo diretto, ma con l’aumento dei volumi emergono limiti che non riguardano le persone, riguardano il sistema. È una distinzione che, secondo me, va sempre tenuta presente: non è un problema di competenze, è un problema di organizzazione.
Su quali aspetti vi siete concentrati per intervenire?
Soprattutto sui processi. L’obiettivo era rendere più chiari i flussi operativi, le responsabilità di ciascuno e i criteri con cui si prendono le decisioni. In sostanza, accompagnare l’azienda nel passaggio da una gestione basata sull’esperienza, che funziona benissimo finché la dimensione è contenuta, a una gestione strutturata, che diventa indispensabile quando i volumi crescono.
Trasformare un’organizzazione consolidata non è mai semplice. Come è stato accolto il cambiamento?
Ogni azienda, nel tempo, sviluppa un proprio equilibrio interno: modi di lavorare, abitudini, rapporti consolidati. Intervenire significa per forza modificare alcune di queste dinamiche, e non è mai un percorso lineare. Devo dire però che la proprietà di Labsel ha mostrato grande apertura e ha sostenuto attivamente il processo, pur con le difficoltà fisiologiche che accompagnano ogni cambiamento di questo tipo.
Operare su scala nazionale, in un settore come il vostro, cosa comporta in termini operativi?
Comporta un livello di complessità che chi non vive il settore difficilmente immagina. Bisogna gestire campionamenti su territori distanti tra loro, coordinare logistica e trasporti, garantire l’allineamento tra le diverse sedi, rispettare tempi di risposta che il mercato impone. Tutto questo richiede una struttura organizzativa solida, perché ogni anello debole rischia di compromettere la qualità del servizio.
Qual è oggi il principale punto di forza di Labsel?
Direi senza esitazione la capacità di gestire volumi crescenti senza perdere continuità operativa. Sembra un dato tecnico, ma è in realtà la cosa più difficile da garantire quando un’azienda cresce così rapidamente.
Guardando avanti, quali sono gli obiettivi?
L’obiettivo è chiaro: consolidare la posizione e affermarsi come punto di riferimento a livello nazionale nel comparto delle analisi ambientali. Sono numeri e percorsi che lo permettono, ma serve continuare a lavorare sulla struttura in modo coerente.
Un’ultima riflessione sulla crescita aziendale come tema generale?
Una sola cosa: la crescita è un risultato positivo solo se è sostenibile. La domanda che ogni imprenditore dovrebbe porsi, e che spesso si pone troppo tardi, è se la propria struttura è davvero pronta a reggere il livello successivo. Pensarci prima, e non dopo, fa tutta la differenza.
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Il caso Labsel, come emerge dall’analisi del Dott. Preite, dimostra come nei settori in forte espansione l’organizzazione interna diventi il fattore decisivo per trasformare la crescita in posizionamento di mercato consolidato. La capacità di gestire la complessità, più ancora della capacità di acquisire nuove commesse, è oggi il vero discrimine competitivo.
Dott. Vincenzo Preite
Consulente Direzionale & Strategic Business Advisor
www.vincenzopreite.it
