«Ciao, puoi prestarmi 660 euro? Devo pagare urgentemente il notaio. Te li restituisco stasera».
A leggerlo così, il messaggio sembra sospetto. Eppure il vero elemento inquietante non è tanto la richiesta di denaro, quanto la naturalezza con cui arriva: a scriverci è un contatto salvato in rubrica, un amico, un parente, un collega. Il suo nome, la sua foto, il suo numero. Tutto appare autentico.
È così che si sta diffondendo una nuova truffa su WhatsApp che oggi è approdata a Parma: i criminali prendono il controllo di un profilo e lo utilizzano per chiedere soldi ai contatti della vittima, sfruttando la fiducia e soprattutto l’urgenza.
Negli ultimi giorni sono arrivate diverse segnalazioni, in particolare dalla Toscana, ma il fenomeno è in espansione. Il meccanismo è semplice e collaudato: il truffatore utilizza un account hackerato e invia un messaggio diretto, chiedendo una cifra precisa per far fronte a un pagamento “imprevisto” – spesso il notaio, una bolletta urgente, un problema bancario.
L’urgenza è l’arma principale. La richiesta è formulata in modo da impedire alla vittima di riflettere o verificare. L’importo non è casuale: abbastanza alto da essere significativo, ma non tale da sembrare irrealistico. In molti casi viene chiesto di effettuare un bonifico immediato o una ricarica su una carta o un conto corrente che, ovviamente, non è intestato al vero contatto. Una volta ricevuto il denaro, il truffatore sparisce.
A segnalare l’ennesima variante di questo raggiro è anche la Polizia Postale, che invita alla massima prudenza.
Ma come riescono ad appropriarsi degli account? Nella maggior parte dei casi tutto parte da un link ricevuto via messaggio. Basta cliccare e inserire un codice di verifica per consegnare, inconsapevolmente, le chiavi del proprio profilo ai criminali. Da quel momento l’account viene utilizzato per contattare amici e familiari, che diventano potenziali vittime.
Cadere nell’inganno può sembrare difficile, ma non lo è quando il messaggio arriva da qualcuno di cui ci fidiamo. La regola resta una sola: prima di inviare denaro, verificare sempre con una telefonata diretta. Bastano pochi secondi per evitare un danno che, altrimenti, potrebbe diventare molto concreto.
