Parma Calcio

Keita salva Nicolussi, Carboni assente: le pagelle

SUZUKI 7 Spaventato a inizio gara da un fendente dalla distanza di Perrone, sale in cattedra nella ripresa: la sua doppia parata ravvicinata su Diao e Douvikas è un capolavoro. La fortuna lo bacia in occasione dei due pali colpiti dal Como, ma sul diagonale vincente di Moreno non può davvero nulla. All’82’ compie un autentico miracolo sul neo-entrato Morata, tenendo a galla i suoi ed evitando il raddoppio.

DELPRATO 6 Solida prova di sostanza e precisione: mette a referto 6 recuperi difensivi e un quasi perfetto 19 su 20 nei passaggi. L’unica pecca è il temporeggiamento eccessivo su Jesus Rodriguez nell’azione che porta all’assist dell’1-0. Nel finale tenta il jolly in proiezione offensiva, ma il suo colpo di testa è troppo centrale per impensierire Butez.

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CIRCATI 5,5 Un blackout dopo appena cinquanta secondi dall’inizio del secondo tempo rischia di costare caro, quando regala un’autostrada a Diao. Si riscatta parzialmente intorno all’ora di gioco, intercettando con ottimi tempi una pericolosa imbucata di Moreno.

TROILO 5 Serata complicata. Al 40′ si fa saltare troppo facilmente, originando l’azione che porterà al palo dei comaschi. Come se non bastasse, all’82’ si fa scippare ingenuamente il pallone al limite dell’area da Jesus Rodriguez: solo un super Suzuki evita che l’errore si trasformi nel gol del KO.

VALENTI 6,5 Il migliore del pacchetto arretrato. Alza un vero e proprio muro difensivo respingendo ogni minaccia: le statistiche recitano 9 chiusure e 4 recuperi fondamentali.

CARBONI 5 Alla prima da titolare dopo qualche breve scampolo di partita. Il cliente è scomodo, dovendo gestire l’imprevedibilità di Baturina e le discese di Van der Brempt, cerca di tenere botta. Prima di uscire, pennella anche un cross molto invitante.

  • (25’ st) Valeri 6,5: Impatto devastante. Dopo 3 minuti serve a Pellegrino la palla dell’1-1 (poi annullato per offside). Poco dopo, da una sua punizione al bacio, nasce l’occasione di Delprato.

ORDÓÑEZ 5,5 Una partita di puro contenimento. In un Parma che rinuncia al possesso per fare densità, el tractorcito si limita a correre e rincorrere i portatori di palla avversari, portando comunque a casa un perfetto 3 su 3 nei contrasti.

  • (25’ st) Sorensen 5,5: Entra per fare lo stesso spartito del compagno, limitandosi all’ordinaria amministrazione (con 1 tackle vincente).

NICOLUSSI CAVIGLIA 5 Decisamente meno brillante rispetto alle ultime prestazioni. Gira a vuoto: appena 28 tocchi e 16 passaggi, spesso imprecisi, che non permettono alla manovra di decollare. Pesa come un macigno l’errore sul gol del Como, dove si fa ipnotizzare dal pallone e si schiaccia sulla linea difensiva, lasciando Moreno completamente libero di colpire.

  • (25’ st) Estévez 6: Entra per blindare la mediana, una mossa che forse sarebbe servita di più sullo 0-0. Nei minuti concessi offre comunque sostanza: 11 tocchi, 7 passaggi riusciti, 1 contrasto e 2 recuperi.

KEITA 6 Agisce da schermo davanti alla difesa. Il picco della sua gara arriva al 38′, con un recupero difensivo monumentale in area che disinnesca Diao pronto a battere a rete. Pecca però di lucidità in fase di impostazione, collezionando ben 8 palle perse.

STREFEZZA 5,5 L’ex della partita prova a scuotere i suoi con un paio di fiammate solitarie in avanti, ma predica nel deserto. Senza il supporto dei compagni di reparto, finisce inevitabilmente per sbattere contro la retroguardia lariana. Isolato.(14’ st) Elphege 6: Si muove bene e al 77′, sfruttando un lancio lungo, impegna Butez nella prima vera parata del match. Poco dopo è costretto ad alzare bandiera bianca per infortunio.

  • Mikolajewski ng: Pochi minuti nel finale. Si gode la seconda presenza in Serie A dopo il debutto contro il Napoli.

PELLEGRINO 6 Un voto di stima per lo sforzo. Tocca un solo pallone pulito al 73′ e lo trasforma in gol con una delle sue specialità, il colpo di testa, ma il guardalinee ferma tutto per fuorigioco. Per il resto della gara subisce il trattamento ruvido e falloso di Ramón. Fa quel che può, ma fare reparto da solo è un’impresa disperata.

All. CUESTA 5,5 Ripropone il solito spartito: una strategia speculativa che punta a proteggere la propria porta a discapito della fase offensiva. Il piano funziona a metà: il Como fa la partita per 75 minuti e se non dilaga è solo per i legni e per i miracoli di Suzuki. La reazione d’orgoglio arriva solo nel quarto d’ora finale. Prestazione tutto sommato dignitosa, ma dopo la bella prova contro la Roma ci si aspettava un Parma più coraggioso e con il piede decisamente più premuto sull’acceleratore.