Cronaca

Il lusso di “taglio e piega”: Parma la terza città più cara d’Italia

Prendersi cura del proprio look in Italia costa sempre di più, e le tariffe dei saloni di bellezza riflettono perfettamente il classico divario geografico del Paese. È quanto emerge dall’Osservatorio Beauty Cashless di SumUp, che ha analizzato i prezzi medi di parrucchieri e barbieri nelle principali città italiane, confrontando i dati con l’anno precedente. Il risultato mostra un’Italia nettamente spaccata in due, dove tra la città più cara e quella più economica lo scarto supera i 32 euro per lo stesso identico servizio.

Taglio e piega: la mappa dei prezzi tra Nord e Sud

La concentrazione dei listini più alti si focalizza quasi interamente nel Nord e nel Centro Italia, mentre il Meridione si conferma la scelta più leggera per il portafogli. Se si cerca il parrucchiere più caro d’Italia, bisogna andare a Treviso, che si aggiudica il primato nazionale con un prezzo medio di 61,9 euro per un taglio e piega. Subito dietro si posiziona Reggio Emilia, praticamente alla pari con 61,8 euro, seguita a ruota da Parma a quota 54,4 euro, Rimini con 53,5 euro e Trento con 53,3 euro. La top 10 delle città più costose si completa poi con Trieste, Modena, Firenze e Bologna, tutte sopra la soglia dei 50 euro, insieme a Siracusa che si attesta a 49,9 euro.

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All’estremo opposto, Napoli si rivela la città più economica d’Italia, dove un taglio e piega costa in media appena 29,2 euro. La seguono sul podio del risparmio Palermo con 30,2 euro e Reggio Calabria con 31,3 euro. Poco più sopra si posizionano Messina a 33,7 euro e Catanzaro a 37,8 euro. Quest’ultima condivide la stessa tariffa con Bergamo, che è la prima città del Nord a comparire tra le più accessibili, precedendo di poco Roma, dove la spesa media è di 38,1 euro, ovvero quasi la metà rispetto ai listini trevigiani.

Barber Shop: il trend non cambia per l’universo maschile

Anche il mondo dei barbieri segue la stessa identica scia geografica. Treviso mantiene salda la vetta dei rincari con un prezzo medio di 45,9 euro per il servizio di barba e capelli. Il Nord domina interamente la classifica dei saloni maschili più costosi: Modena si posiziona al secondo posto con 44 euro, seguita da Trieste a 43,8 euro, Reggio Emilia a 42,4 euro e Udine a 41,3 euro, mentre Padova, Venezia, Torino, Brescia e Bergamo chiudono la top 10.

Per chi cerca la spesa più contenuta, la direzione da seguire è nuovamente quella verso Sud. Il barbiere più economico d’Italia si trova infatti a Reggio Calabria, con una tariffa di appena 19,9 euro. Subito dopo si incontrano Messina con 20,2 euro, Catanzaro con 21,3 euro e Bari con 21,8 euro. Anche in questo segmento Roma si dimostra competitiva, fermandosi a una media di 26,4 euro per trattamento.

Rincari e controtendenze: l’andamento dei listini

Quasi tutte le città italiane hanno registrato un aumento dei prezzi rispetto all’anno precedente, ma non mancano alcune curiose eccezioni storiche. Nel segmento del taglio femminile, Reggio Emilia guida l’impennata dei prezzi con un netto +21,3%, seguita dai forti rincari di Napoli al +16,3%, Firenze e Brescia entrambe al +8,1%, e infine Torino con un +7,1%. L’unica vera controtendenza nazionale è rappresentata da Palermo, che si distingue come la sola città in Italia in cui i prezzi delle parrucchiere sono scesi, segnando un -4,3%.

Per quanto riguarda i barber shop, la città che ha ritoccato maggiormente i listini verso l’alto è Novara con un +11,6%, tallonata da Bergamo al +11,1% e Siracusa al +9,6%. Il caso più particolare si registra però di nuovo a Reggio Emilia: se da un lato la città emiliana ha guidato i rincari per il taglio donna, nel settore uomo ha invece fatto segnare il calo più netto d’Italia con un significativo -9,1%. Piccole correzioni al ribasso per i barbieri si sono verificate infine anche a Rimini, Trento e Trieste.