Il Lecce marcia e passa, di fortuna, su un Parma troppo brutto per essere vero. La gara, veramente brutta, cattiva, spezzettata, senza gioco ne idee da ambo le parti, viene decisa da un episodio. Grottesco, pure quello: un cross innocuo che danza in area su cui nessuno, Suzuki compreso, è intervenuto.
Per il resto assedio e imprecisione Parma, che perde anche Valeri.
Ancora un pomeriggio di sole sul Tardini tutto esaurito, in un’autunno che non vuole iniziare. Davanti Parma e Lecce, coi ducali a caccia di continuità dopo le vittorie contro lo Spezia in Coppa Italia e contro il Torino in campionato.
Cuesta, indisponibile Oristanio, rispolvera Sorensen nel suo 3-5-2, con Cutrone accanto a Pellegrino. A centrocampo Keita e Bernabé, sulle fasce Bristschgi e Valeri. In casa Parma si vede qualcosa di nuovo: la mediana è più folta con Sorensen e Keita, Bernabè più avanzato ha maggiore influenza sul gioco.
Ducali subito pericolosi al quinto: bordata dal limite dell’area di Bernabè dopo un ottimo lavoro di Pellegrino, palla sull’esterno della rete che regala l’illusione del gol.
Al nono Circati anticipa Stulic, poteva essere un’occasione pericolosa per gli ospiti.
Al 25esimo il Parma perde Valeri: dopo uno scontro di gioco prova a stringere i denti, ma si accascia. Al suo posto Lovik.
L’orologio corre, ma le occasioni non si sommano: sostanziale equilibrio, portieri pressoché mai impegnati.
Al 38esimo passa il Lecce, con un gol degno di Mai dire goal: cross di Sottil, non contrastato da Delprato, la palla arriva in area, destinazione nessuno, Circati la guarda e nessun si muove, compreso Suzuki che osserva la sfera, danzante, saltellante, lenta, infilarsi nel sette. 1-0 Lecce.
Il resto della prima frazione sfila via nel nulla, da segnalare solo un’intervento di Falcone che chiude su Britschgi. Squadre negli spogliatoi con il Lecce avanti.
Nella ripresa dentro Almqvist per Britschgi, ma il canovaccio poco cambia. Parma che pressa altissimo, fa possesso e mette il Lecce all’angolo ma nonostante le due punte in campo non arrivano tiri in porta.
Al 75esimo primo squillo verso la porta firmato Cutrone, ebbene si, è in campo. Servito coi tempi giusti sul primo palo da Lovik, tocca ma non quanto basta per impensierire Falcone.
La gara è brutta e nervosa, spezzata e interrotta da falli di frustrazione e giocatori a terra senza un vero perchè. I minuti di recupero sono otto: sul finire del secondo arrivano due occasioni d’oro. Cross dentro, colpo di testa di Delprato che Falcone sfiora a filo traversa, sul corner successivo Benek schiaccia di testa, sfera out di nulla.
Quello ducale è un assedio, disordinato e furibondo. Ma non porta a nulla, e arriva una sconfitta surreale per come è maturata.
TABELLINO
PARMA – LECCE
MARCATORI: 38′ Sottil (L)
PARMA: Suzuki; Delprato, Circati, Ndiaye; Britschgi (dal 46′ Almqvist), Bernabé (dal 84′ Estevez), Keita, Sørensen (dal 68′ Benedyczak), Valeri (dal 25′ Løvik, dal 84′ Djuric); Cutrone, Pellegrino.
A disp: Corvi, Rinaldi,, Estévez, Begić, Ordonez, Djurić, Troilo, Trabucchi, Plicco.
All: Carlos Cuesta
LECCE: Falcone; Danilo Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Berisha (dal 88′ Kaba); Pierotti, Stulic (dal 76′ Camarda), Sottil (dal 68′ Banda).
A disp: Früchtl, Samooja, Ndaba, Siebert, Sala, N’Dri, Helgason, Kouassi, Kovac.
All: Eusebio Di Francesco
