Il gioco online in Italia continua a crescere. E lo fa a ritmi impressionanti. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2023 sono stati registrati 18,7 milioni di conti attivi e ben 5,2 milioni di nuove aperture mentre la raccolta complessiva ha toccato quota 82 miliardi di euro, confermando un settore in costante espansione.
Eppure, c’è qualcosa che non torna. Questi numeri, infatti, nascondono una realtà meno immediata: i conti attivi non corrispondono ad altrettanti giocatori unici.Cerchiamo allora di capire perché, entrando nello specifico del gambling online italiano, un mondo in cui ogni utente può aprire un conto presso ciascun operatore autorizzato da ADM, utilizzando il proprio documento d’identità e un conto corrente associato. Questo meccanismo, come si legge su Giochi di Slots, ha favorito la diffusione del cosiddetto multi-accounting strategico, ossia la gestione di più profili da parte dello stesso giocatore.
Il motivo è semplice: i casinò online competono offrendo bonus di benvenuto e promozioni dedicate e gli utenti tendono a spostarsi da una piattaforma all’altra per approfittare dell’offerta più conveniente. Ovviamente molti operatori cercano di contrastare questa volatilità collaborando con tipster e influencer del settore, che indirizzano le proprie community verso piattaforme specifiche ma è una strategia che non sempre funziona: spesso sono gli stessi tipster ad avere accordi con più casinò, con il risultato di frammentare ulteriormente le abitudini di gioco.
Di certo però c’è che il multi accounting non è un fenomeno esclusivo del gioco online: si ritrova in molti settori digitali, dove avere più profili permette di ottenere vantaggi economici o strategici. Nell’e-commerce, ad esempio, dove utenti e venditori creano account multipli per sfruttare sconti di benvenuto o aggirare limitazioni. Nei servizi digitali, come Netflix o Spotify, è frequente l’uso di email diverse per accedere ripetutamente a prove gratuite. Nei social network, invece, il multi accounting serve sia a distinguere identità personali e professionali sia a manipolare engagement e discussioni. Nei videogiochi online, invece, è diffuso lo “smurfing”, cioè la creazione di account secondari per sfidare avversari meno esperti o ottenere bonus. Insomma, il fenomeno del multi accounting nasce come risposta alle piattaforme che premiano i “nuovi utenti” più dei clienti fedeli. Ma ovviamente “falsa” i dati.
Tornando ai numeri del gambling, riportati da Giochi di Slots, dietro i 18,7 milioni di conti si nascondono in realtà tra i 7 e gli 8 milioni di utenti unici. In media, ogni giocatore gestisce da 2,3 a 2,7 account. Due fasce d’età risultano particolarmente attive: i giovani tra i 18 e i 24 anni, protagonisti delle nuove iscrizioni, e i 25-34enni, che detengono la quota più ampia di conti attivi.
Aldilà di questi numeri, però, le prospettive delineate per il 2026 del gambling sono di ulteriore espansione: la raccolta complessiva potrebbe superare i 160 miliardi di euro, con il gioco online a rappresentare fino al 62% del totale. Gli utenti attivi potrebbero oltrepassare quota 5 milioni, grazie all’ingresso continuo di giovani e al ruolo delle nuove tecnologie. 5 milioni di giocatori veri, senza multi accounting o profili doppioni. Una metropoli intera appassionata di gambling.
