Scommette una cifra capolista, attende il termine delle partite e, una volta incassata la sconfitta, rivela al titolare della ricevitoria di non avere un euro in tasca. È finito con una denuncia a piede libero per insolvenza fraudolenta l’episodio registratosi nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio in una tabaccheria del centro storico di Parma.
La dinamica delle scommesse e la scoperta al desk
Secondo quanto ricostruito dagli agenti delle Volanti, l’uomo aveva trascorso parte del pomeriggio all’interno dell’esercizio, effettuando diverse puntate regolarmente saldate alla cassa. Successivamente, alzando la posta, ha richiesto di piazzare tre giocate in contemporanea su altrettanti eventi sportivi, per un valore complessivo di ben 2.700 euro.
Solo al termine delle competizioni, con l’esito negativo dei coupon e la certezza della perdita, il cliente ha ammesso davanti al gestore di non disporre della somma necessaria per coprire il debito. Di fronte all’impossibilità di risolvere la questione, il titolare ha richiesto l’intervento del 112.
Il dramma della ludopatia e la denuncia
All’arrivo dei poliziotti, l’uomo ha confermato integralmente la versione dei fatti, spiegando agli agenti di essere da tempo prigioniero della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. Gli accertamenti immediati condotti dalla Questura hanno inoltre rivelato che il soggetto non era nuovo a comportamenti di questo tipo, essendosi già reso protagonista in passato di episodi analoghi con le medesime modalità. Per lui è scattato il deferimento all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’articolo 641 del codice penale per il reato di insolvenza fraudolenta.
L’appello delle forze dell’ordine sui rischi del gioco patologico
La vicenda offre alla Polizia di Stato l’occasione per riaccendere i riflettori sul fenomeno della ludopatia, una piaga in grado di devastare il tessuto economico, familiare e sociale di chi ne viene colpito.
Le forze dell’ordine rinnovano l’invito a non sottovalutare i campanelli d’allarme legati alla dipendenza dal gioco e a contattare tempestivamente i servizi socio-sanitari e le strutture specializzate presenti sul territorio. Chiedere aiuto ai percorsi di prevenzione e cura rappresenta il primo passo fondamentale per prevenire situazioni di grave sofferenza personale che, nei casi più disperati, rischiano di sfociare in condotte illecite.
