Nei giorni scorsi, i Carabinieri hanno denunciato alla Procura la donna, residente fuori provincia, con l’ipotesi di reato di truffa aggravata.
Tutto ha avuto inizio quando la vittima, alla ricerca di un motore di ricambio per il proprio mezzo agricolo, si è imbattuta in un’inserzione pubblicata su un noto portale di vendite. Attirato dal prezzo, l’uomo ha contattato il numero indicato. Il finto venditore avrebbe messo in atto una strategia persuasiva, riuscendo a conquistare la sua fiducia. I due si sono accordati per una somma totale di 2.000 euro.
Per fugare ogni dubbio, il venditore ha inviato un fac-simile di contratto, chiedendone la restituzione firmata.
Rassicurato, il 58enne ha proceduto come pattuito, effettuando un bonifico bancario. I giorni passavano e del motore agricolo non c’era alcuna traccia. L’uomo ha provato a chiedere spiegazioni, ma il venditore avrebbe iniziato ad accampare scuse, arrivando a dire che la merce risultava consegnata, rendendosi poi irreperibile.
Compreso di essere caduto in una trappola, l’acquirente si è rivolto immediatamente ai Carabinieri, che hanno avviato una attività di indagine telematica, stringendo il cerchio e identificando la 69enne quale presunta responsabile della truffa
