Sembrava l’inizio di una conoscenza promettente, nata tra i messaggi di un social network e consolidata da un incontro di persona. Invece, dietro la “buona parlantina” e il carisma di un 33enne italiano, si nascondeva un piano meticoloso per prosciugare i risparmi di una donna, raggirata con la promessa di investimenti facili e redditizi che avrebbero dovuto fruttare somme importanti.
L’uomo, una volta ottenuta la totale fiducia della vittima, è riuscito a mettere le mani sui suoi dati personali e bancari, iniziando a pilotare le operazioni finanziarie direttamente dal telefono della donna. Il raggiro è iniziato con due ricariche da 300 euro ciascuna e un primo bonifico di 600 euro accreditato su un IBAN intestato al truffatore. Quello che doveva essere un investimento isolato si è però trasformato in una condotta compulsiva: la procedura è stata ripetuta per altre 17 volte tramite bonifico e una volta tramite ricarica digitale.
In un episodio che ben descrive la spregiudicatezza del 33enne, la vittima è stata persino accompagnata fisicamente in un centro commerciale della città per effettuare un prelievo in contanti da 500 euro. Il castello di carte è crollato solo quando la donna, realizzando che il suo conto presentava ormai una voragine di 12.900 euro e non vedendo alcun “rientro” economico, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri.
I militari della stazione di San Pancrazio hanno avviato immediatamente le indagini, riuscendo a ricostruire l’intera filiera dei passaggi di denaro. Al termine degli accertamenti sono stati denunciati a piede libero il 33enne e una complice di 60 anni, entrambi italiani e residenti in città. Entrambi i sospettati risultano già noti alle autorità per precedenti simili, confermando un modus operandi già collaudato nel tempo.
