Notte di tensione a Bedonia, dove i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento restrittivo nei confronti di un 18enne straniero, già agli arresti domiciliari presso una comunità della zona. Per il giovane si sono aperte le porte del carcere dopo una lunga serie di violazioni e comportamenti ritenuti pericolosi.
La decisione è arrivata dal Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia, che ha disposto l’aggravamento della misura cautelare. Il ragazzo era sotto processo per reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e per resistenza a pubblico ufficiale, commessi tra il 2024 e il 2025 sul territorio regionale.
Inizialmente, all’18enne era stata concessa una possibilità: il collocamento in comunità, con l’obiettivo di un percorso rieducativo e il rispetto di regole precise. Un’opportunità che, però, è durata poco. Secondo quanto accertato dai militari, il giovane avrebbe tenuto condotte sempre più gravi, ignorando sistematicamente le prescrizioni imposte.
I Carabinieri hanno documentato numerosi allontanamenti ingiustificati dalla struttura. In più occasioni il ragazzo è stato rintracciato durante controlli sul territorio e riaccompagnato forzatamente in comunità. Ma non solo: durante questi interventi, il 18enne è stato trovato più volte in possesso di armi da taglio, immediatamente sequestrate.
Un quadro che ha fatto scattare l’allarme. La presenza di coltelli all’interno e all’esterno della comunità è stata considerata una minaccia concreta per l’incolumità degli altri ospiti e un segnale di totale mancanza di autocontrollo. Elementi che hanno pesato in modo decisivo nella valutazione dell’Autorità Giudiziaria.
Alla luce delle reiterate violazioni, il Magistrato ha stabilito che il giovane non fosse più idoneo a beneficiare di una misura non custodiale. Così, nella giornata del 6 gennaio, i Carabinieri di Bedonia lo hanno prelevato dalla comunità, notificandogli il provvedimento e dichiarandolo in arresto.
Il trasferimento è avvenuto immediatamente presso il carcere di Parma, dove il 18enne resta ora a disposizione dell’Autorità competente, chiudendo una vicenda che aveva ormai assunto contorni di crescente pericolosità.
