Cronaca

Carcere, allarme sovraffollamento: a Parma 149 detenuti in più

Le carceri dell’Emilia-Romagna sono vicine al collasso: si registrano quasi mille detenuti in più rispetto ai posti effettivamente disponibili. I dati shock sono emersi a Bologna durante il seminario “Il contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva: dall’esecuzione penale alla reintegrazione sociale”, promosso da Roberto Cavalieri, garante regionale delle persone private della libertà.

“Parliamo di quasi mille esuberi carcerari in regione: è come se avessimo tre istituti penitenziari in più rispetto a quelli esistenti”, ha denunciato Cavalieri.

La mappa del sovraffollamento: i dati per provincia

La situazione è critica in tutto il territorio, con picchi preoccupanti in alcune strutture specifiche. Di seguito la mappa degli esuberi regolamentari:

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Città / CarcereDetenuti in eccedenza
Bologna (Dozza)+326
Ferrara+163
Piacenza+155
Parma+149
Modena+141
Rimini+46
Ravenna+30
Forlì+15
Reggio Emilia+13

Le conseguenze e la proposta del Garante

Secondo il garante regionale, il sovraffollamento non può più essere gestito come una crisi passeggera, poiché logora dall’interno l’intero sistema. Le conseguenze dirette di questa situazione toccano sia il personale che i detenuti:

  • Tensioni in aumento all’interno delle strutture.
  • Peggioramento delle condizioni di vita quotidiane.
  • Difficoltà operative per la polizia penitenziaria e gli operatori.
  • Crollo dei percorsi di reinserimento sociale.

Per rispondere immediatamente a questa pressione, Cavalieri ha rilanciato l’ipotesi di una misura straordinaria: l’indulto. Pur riconoscendo che l’attuale scenario politico renda questa strada difficilmente percorribile, il garante ha ribadito che “ancora oggi rimane l’intervento più incisivo per ridurre nell’immediato la pressione sul sistema penitenziario”.

L’alternativa che funziona: l’esempio di Rimini

Durante il convegno è emerso chiaramente come le misure alternative al carcere siano la vera chiave per abbattere la criminalità a lungo termine.

A dimostrarlo sono i dati dell’Associazione Papa Giovanni XXIII di Rimini, che ha accolto 376 persone provenienti dal circuito penitenziario. I risultati parlano da soli:

  • 75%: tasso di recidiva per chi sconta l’intera pena dietro le sbarre.
  • 15%: tasso di recidiva per chi viene inserito nei percorsi di recupero dell’associazione.