Cronaca

Caccia all’auto sospetta sull’A1: finto scambio di posto e il maxi sequestro di cocaina

Un normale servizio di controllo del territorio nato per contrastare il triste fenomeno delle truffe agli anziani si è trasformato, nel giro di pochi minuti, in un importante colpo al traffico di stupefacenti. Nel pomeriggio del 24 giugno, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Parma hanno arrestato quattro cittadini stranieri (di 21, 23, 29 e 42 anni, tutti residenti in una provincia confinante), intercettati con oltre mezzo chilo di cocaina e più di 13.000 euro in contanti.

Il brillante risultato operativo evidenzia l’efficacia e la capillarità del controllo del territorio garantito senza sosta dalle pattuglie dell’Arma.

La segnalazione dei cittadini e l’inseguimento

Tutto ha inizio grazie alla collaborazione dei cittadini: alcune telefonate al 112 hanno segnalato un’auto sospetta in città, ipotizzando che a bordo vi fossero soggetti dediti alle truffe in danno di anziani. Ricevuto l’allarme, i militari si sono messi immediatamente sulle tracce del veicolo (modello e colore indicati dai residenti).

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Sfruttando la profonda conoscenza del territorio, i Carabinieri hanno ipotizzato che i sospettati avrebbero tentato di allontanarsi rapidamente imboccando le principali arterie stradali. Le pattuglie si sono quindi dislocate strategicamente nei punti di snodo nevralgici, incluso il casello d’ingresso dell’autostrada A1.

Proprio lì è stata intercettata la vettura con i quattro uomini a bordo. Alla vista della “gazzella”, il conducente ha premuto l’acceleratore, mentre il passeggero posteriore continuava a voltarsi per controllare la distanza dai militari. L’inseguimento è terminato poco dopo, in direzione Bologna, quando i Carabinieri sono riusciti a bloccare l’auto nella prima piazzola di sosta utile, richiedendo subito il supporto di altre pattuglie per operare in sicurezza.

Il controllo e il goffo tentativo di fuga

Non appena il mezzo si è fermato, la situazione è degenerata in un maldestro tentativo di eludere il controllo:

  • Lo scambio di posto: Il conducente (un 29enne nordafricano) e il passeggero posteriore sinistro (un 42enne albanese) sono scesi repentinamente cercando di scambiarsi di ruolo, ma sono stati subito bloccati.
  • Il borsello con i contanti: Un terzo occupante (un 22enne nordafricano), visibilmente nervoso, ha tentato più volte di aprire la portiera per fuggire a piedi stringendo a sé un borsello. Una volta fermato, all’interno sono state trovate mazzette di banconote per un totale di 13.300 euro.
  • Il panetto di cocaina: Mentre veniva recuperato il denaro, il passeggero anteriore destro (un 21enne nordafricano) ha cercato di infilare furtivamente le mani sotto il sedile del guidatore. Il movimento fulmineo non è sfuggito ai militari, che hanno perquisito l’area rinvenendo un panetto avvolto in cellophane e nastro nero: conteneva 544 grammi di cocaina in “sasso” (purezza poi confermata dal Narcotest).

Sul posto sono poi giunti i rinforzi delle Stazioni di Parma Oltretorrente e Sorbolo Mezzani, insieme a un equipaggio della Polizia Stradale. La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di scoprire nel vano portaoggetti anche una busta piena di contenitori di plastica colorati, utilizzati per il confezionamento delle singole dosi.

Arresti e ruoli della banda

I controlli in banca dati hanno rivelato che tutti e quattro i fermati avevano numerosi precedenti di polizia. In particolare, il 21enne e il 22enne erano già sottoposti a misure cautelari (rispettivamente obbligo di dimora e obbligo di firma) in una provincia limitrofa.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i quattro agivano in concorso con una chiara spartizione dei compiti:

  1. Il custode del denaro (addetto alla cassa);
  2. Il custode della sostanza (addetto alla droga);
  3. Il promotore logistico (che metteva a disposizione l’auto, di proprietà del 42enne);
  4. L’autista (addetto alla guida del mezzo).

Lo stupefacente, il denaro, il materiale da confezionamento e la vettura sono stati sequestrati. I quattro sono stati condotti in caserma e, al termine delle attività investigative, trasferiti presso la Casa Circondariale di Parma in attesa del giudizio di convalida.