Cronaca

Baby gang del “coltellino” smantellata: rapinavano studenti, scolaresche e turisti

Tre minorenni fermati dalla Polizia: minacciavano i coetanei con tirapugni e armi bianche tra il Parco Ducale e i centri commerciali.

Una scusa banale, come la richiesta di un euro per le sigarette, era il pretesto per dare il via a vere e proprie aggressioni. La Polizia di Stato di Parma ha eseguito un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di tre ragazzi, tra i 15 e i 17 anni, ritenuti responsabili di una serie di rapine violente avvenute in città tra il novembre 2025 e il gennaio 2026.

Pubblicità

La banda agiva con uno schema consolidato: puntavano coetanei (tra i 16 e i 18 anni) in zone frequentate come piazzale Corridoni o il polo scolastico di via Toscana. Dopo averli avvicinati, passavano rapidamente dalle parole ai fatti, circondando le vittime e minacciandole con:

  • Coltelli e tirapugni in metallo da 11 cm muniti di punte.
  • Il possesso (millantato) di un taser.
  • Minacce di morte per scoraggiarli dal chiamare gli “sbirri”.

L’obiettivo era sempre lo stesso: contanti, smartphone, auricolari e altri dispositivi elettronici di valore.

Tra i sei colpi contestati (cinque consumati e uno tentato), spicca per gravità quello avvenuto il 17 dicembre 2025 al Parco Ducale. In quell’occasione, la baby gang ha preso di mira un gruppo di studenti arrivati da Crema per una gita scolastica. Sotto la minaccia di un coltello, cinque ragazzi sono stati costretti a consegnare tutto il denaro che avevano in tasca, per un bottino complessivo di 79 euro.

La svolta è arrivata grazie all’intuizione di un poliziotto della Squadra Mobile che, pur essendo libero dal servizio, ha riconosciuto due dei sospettati alla stazione ferroviaria, incrociando i loro volti con le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Il GIP del Tribunale per i Minorenni di Bologna ha sottolineato la gravità del profilo dei giovani indagati, descrivendoli come soggetti con un “senso di impunità e totale mancanza di rispetto per le regole”. Uno dei tre era peraltro già sottoposto alla misura della permanenza domiciliare per reati simili.