Cronaca

Allarme truffe online: il 33% nasce sui social. A Parma e provincia perdite record

Il rischio di cadere nella rete dei cybercriminali è in costante aumento, con un impatto economico pesante che non risparmia Parma e la sua provincia. A scattare la fotografia di questa emergenza è il Revolut Consumer Security and Financial Crime Report 2025, che rivela come le dinamiche dell’inganno si stiano spostando sempre più verso le piattaforme di intrattenimento e messaggistica.

I canali del raggiro: Meta e il “sorpasso” di Telegram

Il dato più allarmante riguarda l’origine delle frodi: una truffa su tre (33%) nasce sui social network. Le piattaforme del gruppo Meta restano il terreno di caccia preferito, con Facebook coinvolto nel 21% dei casi. Tuttavia, si registra un’impennata preoccupante su TikTok, dove i tentativi di raggiro sono cresciuti del 500%.

Un’altra novità rilevante per l’Italia riguarda le chat: Telegram ha superato WhatsApp come strumento principale per agganciare le vittime, confermandosi il canale prediletto per le comunicazioni private e criptate utilizzate dai truffatori.

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Truffe vs Furto dati: dove si perde di più?

Il report distingue tra due tipologie di crimine:

  1. Frodi informatiche: Furto di dati della carta o attacchi hacker (piccole somme per non destare sospetti).
  2. Truffe con autorizzazione: La vittima, ingannata, effettua volontariamente il pagamento.

È in questa seconda categoria che si registrano i danni maggiori: in media, le somme estorte tramite inganno sono 13 volte più alte rispetto a quelle sottratte con la semplice clonazione della carta.

Le tecniche più comuni

Il “manuale” del perfetto truffatore punta sulla fiducia. Tra gli schemi più frequenti troviamo:

  • Falsi investimenti: Promesse di guadagni facili e immediati.
  • E-commerce fantasma: Vendita di beni o servizi che non verranno mai consegnati.
  • Romance Scam: La costruzione di finte relazioni affettive per estorcere denaro “emotivamente”.