Un pomeriggio di forte tensione si è consumato lo scorso 31 ottobre in via Palermo, culminato con l’arresto di una donna di 60 anni, cittadina straniera residente in città e già nota alle forze dell’ordine per numerosi precedenti. La donna, che si trovava ristretta alla misura cautelare degli arresti domiciliari, dovrà rispondere dei reati di evasione e resistenza a pubblico ufficiale, oltre a una denuncia a piede libero per danneggiamento aggravato.
L’allarme è scattato nel primo pomeriggio, quando alla centrale operativa dell’Arma è giunta la segnalazione di una persona in evidente stato di alterazione che si aggirava tra i veicoli in sosta. Giunti sul posto, i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Parma hanno sorpreso la sessantenne mentre scuoteva con violenza il finestrino di un’automobile fermandosi solo a ridosso dell’abitacolo, dove all’interno si trovava il conducente pietrificato. Nonostante i tentativi dei militari di riportarla alla calma e farla ragionare, la donna ha assunto un atteggiamento provocatorio e di sfida, avvicinandosi ripetutamente a viso aperto agli operatori.
Considerata la gravità della situazione e per garantire la sicurezza del cittadino coinvolto — che ha poi sporto formale querela —, i militari hanno fatto intervenire una seconda pattuglia a supporto, mettendo in salvo l’automobilista. Invited a salire sulla gazzella per il trasporto in caserma e gli accertamenti sull’identità, la sessantenne si è opposta con forza, scagliandosi contro i Carabinieri e colpendoli ripetutamente con spintoni e calci alle gambe.
Solo dopo una blanda immobilizzazione i Carabinieri sono riusciti a condurla presso la sede di via Guasco, dove la donna ha continuato a dimenarsi e a cercare il contatto fisico. Il successivo passaggio al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Parma ha confermato lo stato di forte alterazione psicofisica dovuto all’abuso di sostanze alcoliche.
Scattate le manette per evasione e resistenza, la sessantenne è stata inizialmente ricondotta presso la propria abitazione su disposizione del Magistrato di turno. Il giorno seguente, all’esito dell’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari ha confermato la legittimità dell’operato dei militari e, vista la gravità dei fatti e la recidiva, ha disposto la revoca immediata dei domiciliari, ordinando la custodia cautelare presso il carcere femminile di Reggio Emilia.
