Il Parma soffre ma sa ancora vincere. Daffara e Fabbian men of the match, una partita in cui l’Atalanta, decimata, è stata anche sfortunata. Ma il Parma, caparbio, ha stretto i denti, sofferto, chiuso ed è ripartito. Le pagelle.
Daffara 7,5: Para tutto il parabile, secondo clean sheet consecutivo. Almeno quattro sono salva-risultato: su Krstovic, Zalewsky, De Ketelaere e Bernasconi nel finale. Nel mezzo tanta sicurezza e lanci lunghi alla “Suzuki”.
Delprato 6,5: Solita gara del capitano: lo vedi poco, ma c’è sempre. Prova anche a ferire di testa la sua ex squadra: è il primo tiro verso le specchio dei suoi.
Troilo 7: Un solo errore, quando canna la diagonale, in 90 e rotti minuti, di cui i primi 45 di pieno forcing friulano. Prestazione assolutamente magistrale, che accredita l’idea di una crescita costante.
Drobnic 6: Prestazione sicura, pulita, senza sbavature o indecisioni. Non trema e non cade sotto gli assalti della Dea. (dal 46′ Ndiaye 6: Ordinato, sicuro. Nonostante il rientro tiene la posizione con oridne).
Britschgi 6: Si trova davanti Rowe, spesso per chiuderlo ha bisogno dei raddoppi di Delprato. Ma riesce nell’intento, e conserva il fiato per la sgroppata che al 93esimo regala l’ultima corsa dell’incontro. Quasi epica.
Fabbian 7,5: E’ tutto nelle parole di Gila: “Ha fatto una partita da Fabbian”. Ecco il giocatore che avevamo visto in passato e stavamo aspettando. Non è una chimera, ecco qua. Idee, inserimenti e gol. MVP assoluto, bentornato. (dal 74′ Frigan 6: partecipa con grinta tenendo alta la squadra).
Keita 6,5: Non sempre preciso, ma fa un lavoro incredibile tra le linee per chiudere e ripartire. Corsa, interdizione, ripartenza, fisicità. What else?
Sierro 6: Un errore nero in condominio con Troilo, ma è la sola macchia. Ampiamente lavata dall’angolo da cui nasce il gol dell’uno a zero. Parte in affanno, poi sale di condizione e sicurezza, dimostrandosi un eccellente equilibratore. (dal 88′ Nicolussi ng: bentornato).
Valeri 6: Nel primo tempo ha una bella occasione, ma si fa rimontare. Un retropassaggio un pò rischioso sul finale, per il resto regge bene e non commette errori: corre come un pazzo, gli si perdona se perde lucidità.
Tourè 6,5: Torna a “casa”. Encomiabile lavoro di spola e generosità: corre senza sosta e combatte su ogni pallone, lottando corpo a corpo con i centrali avversari in un duello fisico logorante che permette alla squadra di guadagnare metri e respirare durante i momenti di massimo forcing atalantino. Nonostante qualche imprecisione tecnica nella pulizia della giocata, la sua abnegazione è totale. A inizio ripresa, trovato lo spazio giusto per pungere, disegna un cross velenoso costringendo Zappacosta all’autogol. (dal 74′ Elphege 6: partecipa alla festa).
Lontani 6,5: Non è una prestazione perfetta, nel primo tempo ci capisce poco e corre a vuoto, non riesce a trovare palla e spazio tra le linee. Nel secondo sembra più “sul pezzo”, inventa qualcosa, poi estrae il coniglio dal cilindro con un gol bellissimo (dal 67′ Ordonez 6: si mangia il gol del 4-0, ma sarebbe ingiusta una non sufficienza, stasera).ù
All. Gilardino 7: Sorprende con alcune scelte, in primis quella di non schierare Romero dal primo minuto, poi quella di inserire Ndiaye per l’infortunato Drobnic. Ha ragione lui su tutto, e l’atteggiamento della squadra, che finalmente ci mette cazzimma e convinzione, lo premia.
