Cronaca

Due femminicidi, due drammi, due condanne a 14 e 18 anni

Mattina di sentenze in Procura. Mattina di dramma ripassati davanti agli inquirenti e presenti negli occhi degli imputati. Due uomini anziani, ancora più invecchiati dal logorio del dolore, che avevano ucciso la moglie, in preda a un raptus uno, straziato da 30 anni di malattia, l’altro. Poi Rabbi Hosen, che in preda a chissà quale fantasma aveva ucciso il compagno di stanza nel Cas di Via Faelli, dove erano ospitati.

Giorgio Miodini, 77 anni, è stato condannato a 14 per l’omicidio della moglie Silvana Bagatti. Il delitto, nel maggio del 2024 in un piano terra di via Marx. L’uomo aveva accudito per anni la moglie, allettata da una depressione che l’aveva portata ad isolarsi dal mondo, per poi costituirsi. Gli state riconosciute le attenuanti prevalenti sull’aggravante di avere ucciso la moglie. Miodini è stato inoltre condannato a 10 mesi per la detenzione del fucile da caccia (e delle cartucce) con il quale sparò alla donna. Da tempo ai domiciliari in una struttura di Monticelli, dopo la lettura della sentenza è tornato li.

18 anni invece per Giovanni Vascelli, 65 anni. Uccide la moglie Marina Cavalieri, che aveva 62 anni: venne freddata nel suo letto mentre dormiva, con tre colpi di carabina, tra le 4 e le 5 del mattino. L’uomo venne fermato dopo una fuga di due giorni, nei pressi di Orbetello. Gli sono state riconosciute le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante del rapporto coniugale.

18 anni e due mesi per Rabbi Hosen, bengalese. Il 30 ottobre 2023 ha massacrato Rabby Ahmed, suo connazionale e compagno di stanza al Centro di accoglienza di via Faelli. Hosen era convinto che il connazionale volesse avvelenarlo: da allora non ha mai lasciato il carcere, non ha presenziato ad alcuna udienza.