In molte province italiane le classifiche dei redditi vengono guidate da piccoli Comuni residenziali, dove poche dichiarazioni molto elevate riescono a spostare la media. Nel Parmense accade il contrario: a conquistare il primo posto è proprio Parma, nonostante una base di oltre 152.000 contribuenti.
Nel capoluogo il reddito complessivo medio raggiunge 31.574 euro per contribuente. Nessun altro Comune della provincia arriva allo stesso livello. Sala Baganza e Collecchio si avvicinano, ma restano rispettivamente a 30.692 e 30.571 euro.
La particolarità non riguarda soltanto la media. Parma concentra anche oltre 4,82 miliardi di euro di reddito complessivo, circa il 47% dei 10,25 miliardi dichiarati nell’intera provincia. Il capoluogo è quindi contemporaneamente il territorio con il valore medio più elevato e quello con la maggiore massa reddituale.
La mappa, elaborata da FlexTax, utilizza gli open data del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi all’anno d’imposta 2024. Il reddito complessivo di ciascun territorio è stato diviso per il numero totale dei contribuenti, evitando di calcolare una semplice media tra Comuni con dimensioni molto diverse.
Un primato sostenuto da oltre 150.000 contribuenti
Il risultato di Parma è particolarmente significativo perché non dipende da una base statistica ridotta. Nel capoluogo sono presenti 152.724 contribuenti, pari a oltre il 43% del totale provinciale. La media cittadina supera di quasi 2.470 euro quella del Parmense, che si attesta a 29.104 euro.
Sala Baganza occupa la seconda posizione con 30.692 euro, ma conta 4.693 contribuenti. Collecchio è terza con 30.571 euro e una base più ampia, pari a 11.507 contribuenti. Sono gli unici tre Comuni della provincia a oltrepassare la soglia dei 30.000 euro.
Appena sotto si collocano Montechiarugolo, con 29.812 euro, e Felino, con 29.402 euro. Anche questi due Comuni superano il dato provinciale, formando insieme al capoluogo, a Sala Baganza e a Collecchio il nucleo territoriale con i redditi medi più elevati.
La presenza di Parma al vertice distingue questa classifica da molte graduatorie locali dominate da centri di poche centinaia di abitanti. In questo caso il risultato emerge da decine di migliaia di dichiarazioni e appare quindi meno esposto all’effetto di singoli redditi eccezionalmente alti.
La fascia dei redditi più alti circonda il capoluogo
Allontanandosi dalle prime cinque posizioni, i valori cominciano gradualmente a diminuire. Traversetolo registra 28.846 euro per contribuente, Lesignano de’ Bagni 28.784 e Noceto 28.563 euro. Varano de’ Melegari raggiunge 28.553 euro, mentre Langhirano si ferma a 28.374.
Colorno presenta una media di 28.189 euro e precede di poco Fidenza, che arriva a 28.092 euro. Quest’ultima, grazie ai suoi 20.858 contribuenti, concentra quasi 586 milioni di euro di reddito complessivo e rappresenta il secondo polo reddituale della provincia dopo Parma.
Seguono Sorbolo Mezzani con 27.744 euro, San Secondo Parmense con 27.520, Medesano con 27.286 e Fontanellato con 27.241 euro. Busseto si attesta a 26.918 euro, Torrile a 26.723 e Sissa Trecasali a 26.600.
La disposizione dei primi Comuni suggerisce una concentrazione dei valori più elevati intorno a Parma e nella prima fascia collinare. Il dato fiscale non consente però di stabilire quanto incidano la presenza di imprese, l’occupazione qualificata, le attività professionali o le caratteristiche demografiche dei residenti.
Il divario con i Comuni dell’Appennino
La distanza aumenta osservando alcuni territori montani. Borgo Val di Taro presenta una media di 23.357 euro per contribuente, Varsi di 23.673 e Albareto di 22.844 euro. Bedonia scende a 21.274 euro, Tornolo a 20.826 e Bore a 20.502.
L’ultimo posto della provincia è occupato da Bardi, con 19.770 euro per contribuente. Tra il valore di Parma e quello di Bardi ci sono quindi più di 11.800 euro, una differenza vicina al 60% rispetto alla media del Comune appenninico.
Questi numeri non equivalgono automaticamente a una misurazione del potere d’acquisto o della qualità della vita. Il costo delle abitazioni e dei servizi, l’età dei residenti, il numero di pensionati e la presenza di seconde case possono variare sensibilmente tra il capoluogo e la montagna.
Anche Salsomaggiore Terme offre un risultato particolare. Con 15.734 contribuenti è uno dei centri più importanti della provincia, ma il reddito medio si ferma a 25.297 euro, oltre 6.200 euro sotto Parma. L’ammontare complessivo supera comunque 398 milioni di euro grazie alla dimensione della base contributiva.
Solo Bologna precede Parma in Emilia-Romagna
Il confronto regionale rende ancora più evidente la posizione del Parmense. Con una media di 29.104 euro, Parma è la seconda provincia dell’Emilia-Romagna. Davanti si trova soltanto Bologna, che raggiunge 29.933 euro per contribuente.
Modena segue con 28.210 euro, mentre Reggio Emilia registra 27.709 euro e Piacenza 27.464. Nella seconda parte della graduatoria compaiono Ravenna con 25.798 euro, Forlì-Cesena con 25.088, Ferrara con 24.860 e Rimini con 23.049 euro.
Parma supera la media regionale, pari a 27.434 euro, di circa 1.670 euro per contribuente. Il vantaggio è del 6,1%. Ancora più marcato è il confronto con l’Italia: rispetto alla media nazionale di 25.127 euro, il Parmense registra 3.977 euro in più, pari al 15,8%.
Sorprende soprattutto la vicinanza alla Lombardia, la regione con il valore più elevato nell’intero dataset. La media lombarda è di 29.421 euro, appena 316 euro superiore a quella della provincia di Parma. Lo scarto è di poco superiore all’1%.
Tra i redditi IRPEF, autonomi davanti agli imprenditori
Prima di confrontare le diverse categorie bisogna considerare un limite importante dell’analisi: le statistiche comunali utilizzate riguardano i redditi soggetti a IRPEF. I redditi prodotti dalle attività in Regime Forfettario, essendo assoggettati a un’imposta sostitutiva e dichiarati nel quadro LM, non confluiscono nel reddito complessivo IRPEF utilizzato per calcolare queste medie.
Un contribuente forfettario può comparire nelle statistiche se possiede anche altri redditi soggetti a IRPEF, ma il reddito della sua attività forfettaria resta escluso dalla fotografia qui analizzata. I valori relativi al lavoro autonomo e all’impresa non rappresentano quindi l’intero universo delle Partite IVA presenti nella provincia.
Tra le fonti comprese nel dataset, il valore medio più elevato appartiene al lavoro autonomo, con 73.854 euro su 4.697 occorrenze. Seguono i redditi spettanti agli imprenditori in contabilità ordinaria, con una media di 66.448 euro su 962 occorrenze.
Più distante si trova l’impresa in contabilità semplificata, che raggiunge 30.434 euro. Il lavoro dipendente e assimilato registra 27.733 euro, i redditi da partecipazione 24.993 e le pensioni 24.529 euro.
La graduatoria delle medie non coincide però con quella degli ammontari. Il lavoro dipendente produce oltre 5,85 miliardi di euro su 211.107 occorrenze, più della metà della massa reddituale provinciale. Le pensioni superano 2,83 miliardi, mentre il lavoro autonomo arriva complessivamente a circa 346,9 milioni.
Le frequenze delle diverse fonti non corrispondono necessariamente a persone distinte: lo stesso contribuente può dichiarare più tipologie di reddito. Il primato del lavoro autonomo non significa perciò che tutti i contribuenti con i redditi complessivi più elevati siano professionisti.
Una mappa fiscale, non una classifica della ricchezza
I dati analizzati descrivono i redditi dichiarati, non l’intero patrimonio delle famiglie. Non comprendono il valore degli immobili, i risparmi accumulati e gli altri investimenti. La media è inoltre calcolata sui contribuenti e non sull’intera popolazione residente.
La fotografia del Parmense resta comunque molto riconoscibile. Parma guida la classifica comunale e concentra quasi metà del reddito della provincia. Attorno al capoluogo si forma una fascia di Comuni con valori elevati, mentre la distanza cresce procedendo verso diverse aree dell’Appennino.
La provincia è seconda in Emilia-Romagna, supera nettamente la media italiana e si avvicina al dato della Lombardia. Tra le fonti soggette a IRPEF emergono autonomi e imprenditori, ma è il lavoro dipendente a sostenere la parte più consistente del reddito complessivo. Sono questi elementi, letti insieme, a raccontare chi dichiara di più e dove vive nel Parmense.
Fonte flextax.it: elaborazione sui dati del Dipartimento delle Finanze, Ministero dell’Economia e delle Finanze, “Open data comunale – principali variabili IRPEF”, anno d’imposta 2024.
