Nonostante la giovanissima età, aveva già dimostrato una spiccata indole violenta e una totale insofferenza alle regole. Nel pomeriggio del 29 giugno scorso, i Carabinieri della Stazione di Busseto hanno arrestato un 18enne di origini straniere, traducendolo in carcere in esecuzione di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare. Il giovane si trovava già agli arresti domiciliari per aver aggredito un minorenne lo scorso maggio, ma l’ennesima violazione ha spinto il Giudice ad aprirgli le porte del penitenziario.
L’aggressione di maggio: accoltellato per un mancato saluto
I fatti risalgono alla sera del 4 maggio, nella centralissima via Roma, all’altezza dell’intersezione con via Dordoni. Secondo quanto ricostruito dai militari, il 18enne avrebbe aggredito un ragazzo più giovane per motivi del tutto futili, riconducibili a uno sgarbo per un mancato saluto. Per minorare la difesa della vittima, l’aggressore gli ha prima spruzzato sul volto dello spray urticante e subito dopo lo ha colpito alla schiena con un oggetto metallico, presumibilmente un coltello, per poi dileguarsi. La giovane vittima, soccorsa da un automobilista di passaggio e trasportata d’urgenza al pronto soccorso, ha riportato ferite giudicate guaribili con una prognosi superiore ai 20 giorni.
Le indagini e i primi arresti domiciliari
Grazie a indagini tempestive avviate nell’immediatezza, i Carabinieri hanno identificato il presunto autore – un 18enne residente in provincia e già noto alle forze dell’ordine – denunciandolo già la mattina del 6 maggio. Il quadro probatorio raccolto dai militari è apparso da subito solido e inconfutabile, blindato dalle immagini del sistema di videosorveglianza comunale, dai referti medici che attestavano la compatibilità delle lesioni e dalle testimonianze concordanti dei numerosi giovani presenti sul posto.
Il GIP del Tribunale di Parma, concordando con le risultanze investigative e sottolineando la sproporzionata violenza del gesto e il concreto rischio di reiterazione del reato, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare. Nella notte del 4 giugno, il 18enne è stato quindi sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, con l’accusa di lesioni personali pluriaggravate commesse con armi in danno di minore.
La manomissione del dispositivo e il trasferimento in carcere
La misura restrittiva non è bastata a contenere il giovane. Nella notte del 28 giugno, i Carabinieri di Busseto hanno accertato che il 18enne aveva manomesso il cinturino del braccialetto elettronico, modificandolo in modo tale che il dispositivo si potesse aprire e staccare semplicemente esercitando una lieve pressione.
La segnalazione immediata del reato ha fatto scattare l’aggravamento della misura nel pomeriggio del 29 giugno. Il GIP, ritenendo i domiciliari ormai del tutto insufficienti a contenere la pericolosità dell’indagato, ha revocato la misura precedente disponendo la custodia cautelare in carcere. Il 18enne è stato prelevato dai Carabinieri e condotto presso la Casa Circondariale di Parma, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
