Mercoledì 21 ottobre, a partire dalle 10:30, i lavoratori dello stabilimento Barilla di Pedrignano incroceranno le braccia per un presidio di protesta. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil all’interno di un pacchetto complessivo di 16 ore di mobilitazione in tutto il Gruppo. Le prime 8 ore di astensione sono state programmate in concomitanza con il tavolo di crisi convocato dalla Regione Campania.
Le accuse dei sindacati I rappresentanti dei lavoratori denunciano un atteggiamento unilaterale da parte dell’azienda, accusata di aver interrotto il dialogo e di proseguire con il piano industriale annunciato a metà settembre. C’è forte preoccupazione per l’imminente avvio delle procedure di cessione dello stabilimento di Marcianise e dei mulini di Castelplanio e Altamura. Secondo i sindacati, la scarsa trasparenza sul piano industriale e i problemi organizzativi riscontrati anche nei siti di Parma generano un clima di profonda incertezza negli stabilimenti di Pedrignano e Rubbiano.
La replica di Barilla: “Garantita la continuità occupazionale” L’azienda, dal canto suo, precisa che sono in fase avanzata le trattative con il Pastificio Liguori S.p.A. per il sito di Marcianise e con Molino Casillo S.p.A. per i mulini di Altamura e Castelplanio.
Barilla assicura che la tutela dei posti di lavoro è un prerequisito vincolante per la chiusura degli accordi: i due acquirenti si sono infatti impegnati a preservare l’occupazione, la produzione e le competenze territoriali, supportati da contratti di fornitura pluriennali stipulati con il Gruppo.
Giovanni Palopoli, Responsabile Operations Meal Solutions di Barilla, ha spiegato che la riorganizzazione rientra in una strategia volto a concentrare gli investimenti nel Mezzogiorno con la creazione di un polo integrato della pasta a Foggia — modello già adottato a Parma — grazie a un investimento di 100 milioni di euro per la costruzione di un molino di ultima generazione.
