Si sono traditi da soli, con una manovra tanto brusca quanto maldestra, non appena hanno incrociato l’auto dei Carabinieri. È iniziata così, intorno alle tre di notte dello scorso 13 settembre lungo via Emilia Ovest, la disavventura di due giovani sorpresi a bordo di uno scooter rubato mentre si direzionavano verso il centro di Parma.
Notato l’improvviso cambio di rotta, i militari della Sezione Radiomobile si sono subito insospettiti e hanno deciso di invertire la marcia per fermarli. Al momento del controllo, la scena che si è presentata ai loro occhi lasciava ben pochi dubbi: lo scooter era regolarmente in moto, ma nel blocco di accensione non c’era alcuna chiave. Dalla scocca anteriore, invece, spuntavano due cavi elettrici palesemente manomessi per avviare il motore.
I due occupanti, visibilmente agitati, hanno provato a giustificarsi sostenendo che il mezzo appartenesse a un amico, il quale glielo avrebbe prestato soltanto per un breve giro di prova notturno. Una versione decisamente poco credibile, crollata del tutto quando i Carabinieri hanno ispezionato il vano sottosella trovando un paio di forbici da elettricista e diversi cacciaviti.
Gli accertamenti con la Centrale Operativa hanno fatto il resto, permettendo di risalire in tempi record al proprietario del ciclomotore. Contattato al telefono, l’uomo ha confermato di aver subito il furto la notte precedente e, una volta arrivato sul posto, ha riconosciuto lo scooter accertando la manomissione dei cavi e la sparizione di parabrezza e bauletto, oltre a negare qualsiasi legame con gli attrezzi trovati sotto la sella.
Terminati gli approfondimenti di rito, il mezzo è stato riconsegnato al legittimo proprietario, mentre per i due giovani – un ventenne residente in città e un diciannovenne senza fissa dimora – è scattata la denuncia a piede libero per ricettazione.
