Parma Calcio

Parma, inizia l’era del violinista Gilardino. “Dovrò dirigere l’orchestra per renderla vincente”

Le dichiarazioni del CEO Federico Cherubini e del nuovo allenatore della Prima Squadra Maschile Alberto Gilardino, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione del tecnico nella sala stampa dello Stadio Ennio Tardini.

Il grande ex torna nel Ducato da allenatore dopo le esperienze in Serie A con Pisa e Genoa. In conferenza stampa l’analisi sulla squadra, il ricordo del passato e la ricetta per il futuro: «Voglio un gruppo aggressivo. Il nostro stadio deve tornare a essere un fortino».

Un ritorno che ha il sapore dell’amarcord, ma con lo sguardo drasticamente proiettato al presente. Alberto Gilardino torna a varcare le porte del Parma in una veste nuova, pronto a guidare i crociati dalla panchina. Da calciatore ha lasciato un segno indelebile con 116 presenze e 56 reti; oggi, dopo un bagaglio di 73 panchine in Serie A maturate tra Pisa e Genoa, si presenta con idee chiare, determinazione e un sincero rispetto per il lavoro svolto dal suo predecessore, Cuesta. L’emozione è evidente, ma la determinazione lo è ancora di più: «È naturale provare entusiasmo. Ringrazio la proprietà per la fiducia: sento un forte senso di appartenenza, ma adesso il mio compito è essere un grande maestro d’orchestra».

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L’approccio tattico di Gilardino si fonda sull’adattabilità e sull’esaltazione delle caratteristiche dei singoli, piuttosto che sulla rigidità dei moduli. Il mister ha spiegato di non credere nei numeri, ma nei principi che i calciatori riescono a portare in campo, a partire dall’aggressività, cercando sempre il miglior vestito per la squadra in base all’avversario e valutando eventuali cambi a gara in corso. Pur riconoscendo l’ottimo lavoro svolto da Cuesta, il nuovo tecnico intende apportare le proprie modifiche per valorizzare le qualità tecniche e fisiche della rosa. Il principio cardine del suo mandato sarà il lavoro di squadra condotto “tutti insieme”, con la convinzione che un miglioramento quotidiano anche solo dell’1% porterà inevitabilmente ai risultati.

Interpellato sui singoli elementi del gruppo, il tecnico ha tracciato linee guida ben definite. Per quanto riguarda Adrian Bernabé, ha sottolineato come lo spagnolo possa ricoprire uno o due ruoli ben precisi e quanto il suo rientro sarà fondamentale per la qualità della manovra, al pari di quello di Nicolussi Caviglia. Parole di spessore anche per Luka Romero, a cui ha ricordato che il gol è linfa vitale per un attaccante, elogiando il suo rapido adattamento a un campionato difficile e ponendosi l’obiettivo di metterlo nelle migliori condizioni per incidere negli ultimi trenta metri. Infine, su Moussa Ndiaye ha evidenziato l’intelligenza e la disponibilità del ragazzo, versatile sia da braccetto di sinistra sia da terzino.

Un passaggio fondamentale della conferenza ha riguardato il rapporto con la piazza e la crescita di un gruppo prevalentemente giovane. I ragazzi hanno bisogno di sentire il calore del pubblico e il Tardini deve tornare a essere un fortino inaccessibile per gli avversari, con tifosi che si appassionino al gioco e alla cattiveria agonistica della squadra. Infine, proiettandosi verso l’impegnativo test contro l’Inter, Gilardino ha tracciato la strada per la preparazione: il Parma dovrà correre, lottare e soffrire insieme in entrambe le fasi di gioco, mantenendo sempre un atteggiamento ambizioso ma mai presuntuoso.

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